Ma come, la Puglia approva una legge storica, che rende ufficialmente "Azienda pubblica" l'Acquedotto, cancellando l'Spa, ed invece di festeggiare, come si dice a Roma, "si sta a guardà il capello"?
A Sinistra, in una certa tradizione della Sinistra soprattutto, siamo molto bravi a farci male da soli.
Due sono i mali, ormai storici, della Sinistra, specie negli ultimi 15/20 anni.
Da un lato coloro che ritenevano/ritengono che i propri valori siano magari tanto belli, ma che per vincere, chissà perchè, bisogna rinunciarvi, a poco a poco, rinunciando infine anche ad essere Sinistra. Questo modo di ragionare ha portato a strozzare a poco a poco il mio ex Partito (i Ds) ed infine a far nascere il Pd.
Dall'altro i "duri e puri", quelli che non rinunciano mai all'eterno gioco del "+1". Si fa qualcosa? Non va bene. Perchè si vuole di più. E chi quella cosa l'ha fatta, magari, diventa "il traditore". Si tenta un allargamento del fronte per vincere una battaglia? Noooo! "Con quella gente (spesso gente di Sinistra con la quale hai semplicemente avuto divergenze su 1-2 punti) mai! Voglio costruire qualcosa di più!". E chissenefrega se quel "qualcosa in più" che vogliono loro non si può avere, o quantomeno per arrivarci, un giorno, bisogna passare per quel che loro rifiutano. Loro sono i "duri e puri", se tu fai 100 loro "vogliono 101", ed il 100 che fai diventa "poco", e chissenefrega se prima eri zero.
Simili esemplari si trovano in vari contenitori. Ne sono pieni partiti come "Federazione della Sinistra", "Sinistra Critica", "Alternativa Comunista" (????) e simili, che in fin dei conti proprio a questo ragionamento devono la loro esistenza ("Sinistra non mi basta, io sono Comunista e voglio la falce e martello", e chissenefrega se TANTA gente della Sinistra per questo rimaneva lontana). Si fonda su questo il cosiddetto "Movimento 5 Stelle", che di Sinistra non è a dirla tutta, ma da Sinistra pesca la gran parte dei suoi voti (e molti suoi militanti), e che guarda caso nell'ultima campagna elettorale ha assunto come principali obiettivi polemici chi? Berlusconi? Letizia Moratti? Gianni Lettieri? No! Bersani? Neanche! Nichi Vendola e Giuliano Pisapia! E questo è tutto dire. Ma ce ne sono molti anche fuori da questi "contenitori". Li trovi, sparsi qua e la, tra i senza appartenenza (NON tutti i senza appartenenza. E questo vale per tutte le categorie che citerò d'ora in poi), dentro le associazioni, i movimenti, le sigle sindacali (ci sono molti sedicenti sostenitori di Landini che di Landini hanno capito poco-nulla...), qualcuno (pochi) in realtà, purtroppo, lo si trova anche nel mio Partito, che pure è nato sulla rottura con certi modi di ragionare, ma certa gente pare non averlo capito.
E insomma, torniamo alla Puglia.
2-3 anni fa il risultato ottenuto qualche giorno addietro era addirittura impensabile. L'Acquedotto Pugliese nel 1999 era diventato un'S.p.a., con l'obiettivo di privatizzarlo nel giro di qualche anno. E intanto "lo si lasciava morire", con una rete colabrodo ed un bilancio in profondo rosso. Sembrava già "un atto radicale", a suo tempo, aver bloccato la sua vendita nel 2005, e lavorare per risanarlo (operazione riuscita). Era impensabile arrivare a quel che si è raggiunto oggi.
Oggi, "nero su bianco", l'Acquedotto Pugliese è una "azienda pubblica". Il vecchio "Aqp S.p.a." va in pensione. Si costituisce anche l'autorità idrica regionale, che deve dettare le regole sulle tariffe, adeguandole ai redditi, compatibilmente col bilancio dell'Ente. Il tutto il giorno dopo della vittoria al Referendum.
Ci sarebbe di che festeggiare. E invece?
E invece, non ci credo: polemiche!!!!!!! Non voglio nemmeno entrare nel merito di certe questioni, alcune mi appaiono di lana caprina, altre totalmente assurde. C'è chi dice che "il manager scelto dalla Politica non va bene" (in TUTTE le aziende pubbliche è così, la polemica appare persino pleonastica dopo che per l'azienda pubblica hai fatto la battaglia, ma soprassediamo), "vogliamo la gestione ad un comitato di lavoratori" (???), si fa la polemica sulla mancata erogazione gratuita dell'Acqua (che costerebbe 80 milioni che non si hanno, nell'attuale situazione finanziaria). ED IN TUTTO QUESTO IL RISULTATO OTTENUTO PASSA QUASI IN SECONDO PIANO!!
Ma come ragiona certa gente?
E chi questo risultato l'ha conseguito, invece di essere apprezzato per quel che è riuscito a costruire (contro tutto e tutti, in certi momenti. Ricordiamo quanto questa vicenda poteva costargli in fase di ricandidatura, col Pd che nicchiava...), viene attaccato. Perche "noi siamo i puri", e "noi vogliamo di più".
Storie simili, nella vicenda pugliese, non sono nuove.
A Taranto, dove si sono dimezzate le emissioni di diossina, dopo un braccio di ferro infinito con un Governo che non ne voleva sapere (primo nemico di questa legge il Ministro dell'Ambiente...) ed un'azienda che minacciava di lasciare centinaia di disoccupati. Altre leggi definite o in via di definizione su benzoapirene ed altri inquinanti.
...e che succede?
Che c'è gente, guidata da uno (tale Carlo Vulpio ex candidato Idv poi in lite anche con Di Pietro e De Magistris...) che poi finisce a fare l'opinionista principe nel programma di Sgarbi, che attacca la Regione accusandola di non fare quel che sarebbe necessario. Quel che si è fatto, con tanto sforzo? Non vale niente. Ma gli esempi potrebbero continuare.
Gli inceneritori, ad esempio. Vendola chiude tutti quelli previsti dalla parte pubblica (5, enormi, il più grande previsto a Trani, e doveva costruirlo un certo Pino Grossi ora ospite del carcere di S.Vittore...). Su quelli fatti dai Privati (cmq di dimensioni inferiori e diversi) impone la Via, convoca le conferenze dei servizi, ma più di questo, per legge, non può fare. Perchè sono considerati impianti industriali, e quindi la competenza è del Governo.
E per certa gente cosa rimane? Che Vendola sarebbe "l'amico degli inceneritori che fa gli accordi con la Marcegaglia" (fa così ridere, pensando agli scontri nazionali tra i due, che non meriterebbe manco di essere commentato). Ed i 5 che ha chiuso (che ci sarebbero stati a prescindere dagli altri)? E tutti i controlli che ha imposto, costringendo in qualche caso a modificare i progetti ed a rinviarne di anni l'apertura? Ed il fatto che a livello nazionale (cioè nell'unico ambito dove certe cose si decidono) si sia sempre battuto contro? Non conta. "Noi non vogliamo nemmeno quelli (che lui non può impedire, ndr), tu sei traditore". +1, e continua il massacro
Ancora su Taranto: si costruisce un Ospedale pubblico, di eccellenza, dove la Regione ha il controllo totale e detta tutte le regole, spendendo molto meno di quanto si sarebbe speso facendo diversamente (e facendo diversamente bisognava affidare la cosa a Rossana Di Bello). "Eh ma è coinvolto Don Verzè, non mi piace". E scoppia la polemica. Forse si preferiva lasciare Taranto senza una struttura oncologica di cui aveva un ENORME bisogno.
O l'assurdità delle assurdità. Tedesco e Frisullo da altri (NON solo del centrodestra) sarebbero stati difesi a spada tratta fino in fondo. Lui al primo spiffero li ha rimossi, andando anche a scontrarsi col Pd. Unico in Italia a fare cose simili. Eppure? Eppure finisce nella polemica. "Non doveva nominarli sin dall'inizio". E buonanotte a tutti i progressi che, anche in quel campo, si sono fatti. Non valgono niente. Sempre in cerca del "qualcosa in più che non c'è". E mancando quello, sempre all'attacco di chi ti da quello che c'è.
Questo gioco del "+1", questo cercare sempre il capello in chi è dei nostri, questo fare i "duri e puri" (poi sulla "purezza" di chi parla in certi casi, da Grillo in giù, ci sarebbe da parlare). E' qualcosa di antico. Ne fu vittima Enrico Berlinguer, al quale molti cosiddetti "esponenti della nuova Sinistra" (molti di questi oggi stanno nel PDL) cantavano "Beeh beeh Berlinguer", "Il PCI non è qui lecca il culo alla DC", e si organizzava quella contestazione terrificante a Lama nel '77. In questo clima si costruirono le sconfitte degli anni successivi che ci hanno portato a tutte le cose che non sopportiamo oggi.
E' un vizio che non passa, evidentemente. Chi, a Sinistra, tenta di fare cose concrete, di crescere, di avere una Sinistra più grande, diventa il nemico n.1 per questi "duri e puri" che vogliono conservare qualcosa che per loro evidentemente vale più di qualunque risultato.
E non imparano nemmeno da disastri come quello del 2008, che doveva aver seppellito per sempre certe posizioni, e invece...
Non pensiamo, non riteniamo, che queste siano "richieste di qualcosa di meglio a cui dovremmo tendere". A "qualcosa di meglio" già tendiamo. Se non lo si raggiunge è perchè nelle condizioni date evidentemente non lo si può fare.
Queste cose sono un gioco al massacro. Andarci dietro significa farci del male. Rendiamocene conto, e rendiamoci conto di quanto parlare in questi termini non porti a nulla. Isoliamo chi le diffonde. E stiamo attenti. Altrimenti non solo non avremo "101", ma non avremo nemmeno "1". Perchè resteremo a zero per sempre.
Sosteniamo chi tenta, da Sinistra, di fare le cose concrete. Anche se non sono perfette. Chè la perfezione non è di questo mondo. Ma se stiamo a cercare l'1 che manca, invece di valorizzare quel che abbiamo e stiamo costruendo, dimenticandoci di quanto NON sia scontato, facendo sempre l'analisi del sangue, spaccando il capello in 4, beh, come diceva qualcuno, "non vinceremo mai". E non costruiremo più nulla di concreto. Rimarremo con le nostre belle perfezioni ideali. Ma la realtà continua ad andare da un'altra parte.
E allora, come diceva Don Milani, "a che serve avere le mani pulite se le hai tenute in tasca?".
NO ai duri e puri
sabato 18 giugno 2011
La Sinistra e l'eterno gioco del +1
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martedì 16 novembre 2010
Cosa c'insegna la vittoria di Pisapia
Congratulazioni ai Compagni di Milano per aver costruito una vittoria che ha dello storico. Milano che vede prevalere il candidato di SEL è qualcosa che in pochi potevano immaginare. E' successo ed è qualcosa di molto importante. Segna che la Politica può vincere ancora.
Seguendo la campagna tramite le notizie che leggevo sui giornali, quel che vedevo su Facebook, e, in parte, tramite qualche contatto che ho a Milano ed "in zona", ho visto questo risultato concretizzarsi pian piano. E penso che da questa vittoria ci sia molto da imparare.
Innanzitutto: quello che molti chiamano "effetto-Vendola" (il pienone che Nichi riscuote dovunque vada, ormai) ha avuto, indubbiamente, il suo peso. All'iniziativa svolta a sostegno di Pisapia c'era un numero di persone inimmaginabile. E questo di certo aiuta. In un'altra situazione sarebbe stato più complicato.
Altra cosa di cui tener conto è che probabilmente il Pd non ha azzeccato in pieno la strategia. Quando s'è ufficializzato il sostegno a Boeri, leggevo vari iscritti e simpatizzanti del Pd che mugugnavano. La candidatura di Boeri probabilmente ha diviso la base del Pd, favorendoci.
Ma la candidatura di Pisapia ha avuto una sua forza propria, che ne ha segnato il successo. Chi pensa che qualunque candidatura possa essere vincente (e sto vedendo in alcuni questa tentazione) credo abbia capito ben poco di questa vittoria.
Primo: Pisapia rappresentava una candidatura ben radicata sul territorio. A quanto ho visto, non aveva bisogno di "farsi conoscere". La sua attività, personale, professionale e Politica, s'era sviluppata in massima parte a Milano. Ed aveva già avuto modo, in anni ed anni, di essere protagonista positivo e "visibile" di parecchie vicende molto conosciute in Città.
Secondo: Nulla è stato improvvisato. Pisapia correva per vincere, non per "gettare un seme", ed ha costruito sin da subito la sua campagna (avendone i mezzi, politici e "tecnici") in tal senso. Poi vincendo l'ha gettato eccome, un seme, e ben migliore...Ma è un altro discorso. La sua non era una candidatura di rottura, o "d'alternativa", o che mirava a rappresentare "l'altro Centro-Sinistra". Ha costruito una leadership che gli elettori del Centro-Sinistra hanno visto come riconoscibile. E tutto, nella Campagna Elettorale, è stato ben studiato e pianificato.
Terzo: Attorno a Pisapia s'è raccolto un bel pezzo di Sinistra milanese. Non solo era appoggiato da TUTTI i Partiti della Sinistra, e non solo da SEL, ma con lui c'era pure un bel numero di associazioni e movimenti. Non era da solo, è stato capace di aggregare. Ed era un nome che poteva unire ed ha unito. SEL di Milano ha fatto la scelta giusta anche in questo.
Quarto (ma non in ordine di importanza): la frase che Pisapia ha messo sulla sua presentazione ufficiale in vista delle Primarie. "Credo fortemente in una Sinistra che sia capace di dialogare, e penso che oggi il Centro-Sinistra sia il vero motore di cambiamento". Queste parole non solo sono assolutamente coerenti con SEL (e molto simili a quanto dice spesso Nichi), ma sono, per chi vuole essere coerente col progetto di SEL, un assoluto "must".
O SEL è questo, una Sinistra aperta, che punta ad aggregare, che rifugge da ogni settarismo, che considera un valore (e non un compromesso snaturante) il costruire alleanze con chi le è vicino, che fa le cose giuste per vincere, che vuole rendere il Centro-Sinistra il motore del cambiamento, o semplicemente non è.
Questo SEL è stata in tutti i momenti in cui è stata vincente. Questo è stata la candidatura, vincente, di Giuliano Pisapia. Bisogna fare in modo che SEL sia questo ovunque e sempre (correggendo le storture presenti dove qualcuno facesse confusione), ed avrà un grande futuro davanti. Anche perchè l'altra cosa che dimostrano le Primarie di Milano è che il PD, per problemi strutturali (che chi ne aveva avversato la nascita aveva ampiamente previsto, venendo preso per pazzo, ma che forse si sono avverati anche peggio), rischia di lasciare delle voragini. Che qualcuno, per il bene di tutti, deve pur riempire. Magari rendendo il Centro-Sinistra anche più competitivo. Com'è stato in Puglia. Come mi auguro sia anche a Milano. E come, a quel punto, potrebbe essere in tutta Italia.
Seguendo la campagna tramite le notizie che leggevo sui giornali, quel che vedevo su Facebook, e, in parte, tramite qualche contatto che ho a Milano ed "in zona", ho visto questo risultato concretizzarsi pian piano. E penso che da questa vittoria ci sia molto da imparare.
Innanzitutto: quello che molti chiamano "effetto-Vendola" (il pienone che Nichi riscuote dovunque vada, ormai) ha avuto, indubbiamente, il suo peso. All'iniziativa svolta a sostegno di Pisapia c'era un numero di persone inimmaginabile. E questo di certo aiuta. In un'altra situazione sarebbe stato più complicato.
Altra cosa di cui tener conto è che probabilmente il Pd non ha azzeccato in pieno la strategia. Quando s'è ufficializzato il sostegno a Boeri, leggevo vari iscritti e simpatizzanti del Pd che mugugnavano. La candidatura di Boeri probabilmente ha diviso la base del Pd, favorendoci.
Ma la candidatura di Pisapia ha avuto una sua forza propria, che ne ha segnato il successo. Chi pensa che qualunque candidatura possa essere vincente (e sto vedendo in alcuni questa tentazione) credo abbia capito ben poco di questa vittoria.
Primo: Pisapia rappresentava una candidatura ben radicata sul territorio. A quanto ho visto, non aveva bisogno di "farsi conoscere". La sua attività, personale, professionale e Politica, s'era sviluppata in massima parte a Milano. Ed aveva già avuto modo, in anni ed anni, di essere protagonista positivo e "visibile" di parecchie vicende molto conosciute in Città.
Secondo: Nulla è stato improvvisato. Pisapia correva per vincere, non per "gettare un seme", ed ha costruito sin da subito la sua campagna (avendone i mezzi, politici e "tecnici") in tal senso. Poi vincendo l'ha gettato eccome, un seme, e ben migliore...Ma è un altro discorso. La sua non era una candidatura di rottura, o "d'alternativa", o che mirava a rappresentare "l'altro Centro-Sinistra". Ha costruito una leadership che gli elettori del Centro-Sinistra hanno visto come riconoscibile. E tutto, nella Campagna Elettorale, è stato ben studiato e pianificato.
Terzo: Attorno a Pisapia s'è raccolto un bel pezzo di Sinistra milanese. Non solo era appoggiato da TUTTI i Partiti della Sinistra, e non solo da SEL, ma con lui c'era pure un bel numero di associazioni e movimenti. Non era da solo, è stato capace di aggregare. Ed era un nome che poteva unire ed ha unito. SEL di Milano ha fatto la scelta giusta anche in questo.
Quarto (ma non in ordine di importanza): la frase che Pisapia ha messo sulla sua presentazione ufficiale in vista delle Primarie. "Credo fortemente in una Sinistra che sia capace di dialogare, e penso che oggi il Centro-Sinistra sia il vero motore di cambiamento". Queste parole non solo sono assolutamente coerenti con SEL (e molto simili a quanto dice spesso Nichi), ma sono, per chi vuole essere coerente col progetto di SEL, un assoluto "must".
O SEL è questo, una Sinistra aperta, che punta ad aggregare, che rifugge da ogni settarismo, che considera un valore (e non un compromesso snaturante) il costruire alleanze con chi le è vicino, che fa le cose giuste per vincere, che vuole rendere il Centro-Sinistra il motore del cambiamento, o semplicemente non è.
Questo SEL è stata in tutti i momenti in cui è stata vincente. Questo è stata la candidatura, vincente, di Giuliano Pisapia. Bisogna fare in modo che SEL sia questo ovunque e sempre (correggendo le storture presenti dove qualcuno facesse confusione), ed avrà un grande futuro davanti. Anche perchè l'altra cosa che dimostrano le Primarie di Milano è che il PD, per problemi strutturali (che chi ne aveva avversato la nascita aveva ampiamente previsto, venendo preso per pazzo, ma che forse si sono avverati anche peggio), rischia di lasciare delle voragini. Che qualcuno, per il bene di tutti, deve pur riempire. Magari rendendo il Centro-Sinistra anche più competitivo. Com'è stato in Puglia. Come mi auguro sia anche a Milano. E come, a quel punto, potrebbe essere in tutta Italia.
venerdì 17 settembre 2010
Walter, ancora tu? Non dovevamo non vederci più?
Della serie "a volte ritornano", fa la sua ricomparsa Walter Veltroni. Si, lui. Quello che aveva promesso "quando smetto di fare il Sindaco di Roma me ne vado in Africa". Magari l'avesse fatto.
E invece no, è voluto tornare sulla scena politica nazionale. L'aveva di fatto lasciata nel 2001, ritagliandosi un ruolo da amministratore locale (pur importante), dopo aver mandato i DS a picco (con lui la Quercia toccò il minimo storico, sprofondando al 16%). Dopo che Fassino aveva avuto quell'altra "bella idea" di sciogliere i DS per fare il PD, lui decide che il posto di Segretario di quel Partito gli interessa, si candida alle Primarie e le vince.
Come sia andata, purtroppo, è cosa nota. Il Centro-Sinistra era al Governo, ed il PD era il Partito principale di quella maggioranza. Invece di fare ciò che avrebbe fatto qualsiasi Partito in una simile situazione (cementare la coalizione, proteggere il Governo...), lui che fa? Fa di tutto per creare tensioni. Spinge il suo Partito a portare avanti posizioni in netto contrasto col programma elettorale, provocando tutte le ben note liti interne alla maggioranza (grazie tante, t'accordi su un Programma e poi qualcuno ne vuole fare carta straccia! Che modo di fare è?). Nel frattempo salva Berlusconi, che era in difficoltà con i suoi alleati, facendone "il principale interlocutore", e rafforzandolo inevitabilmente. Per la cronaca: gli unici "ministri in piazza" ai tempi del Governo Prodi furono Di Pietro (IDV) sull'Indulto (si, Di Pietro, l'unico che lui si tenne come alleato), e Mastella (UdEur) e Fioroni (...PD! E fedelissimo di Veltroni, per giunta!) al Family Day. Chi racconta il contrario racconta BUGIE, ci sono tutte le cronache dell'epoca che narrano come tutti gli altri, anche quando c'erano tensioni in maggioranza, dalla piazza se ne tenevano lontani. Quindi anche questa scusa è FALSA.
Ma non è finita. Come ricorda Prodi, è lui che fa cadere il Governo. E poi sfascia definitivamente la coalizione. Col "voto utile" riesce a salvare la faccia ottenendo un 33% per il suo Partito (vampirizzando gli ex alleati, cosa che crea difficoltà ancor oggi ad un Centro-Sinistra che in molte sue parti è ancora da ricostruire. Vendola con SEL e "oltre SEL" sta dando un buon contributo, ma perchè siamo giunti a questo punto?), ma consegnando a Berlusconi la vittoria più larga della storia: 9 punti di vantaggio, nonostante avesse perso l'UDC.
Questo si chiama DISASTRO. Completato dalle sconfitte a valanga a livello locale. 15 giorni dopo, al ballottaggio, il Centro-Sinistra perde Roma (la "sua" Roma...). In autunno si perde l'Abruzzo. A febbraio persino la Sardegna. Che altro si voleva?
Ora però, non contento, si ripresenta. Al suo fianco i "fedelissimi", Fioroni e Gentiloni. Ma anche un suo "storico sostenitore" come Fassino pare essersi rotto di lui. Vuole tornare sulla scena nazionale, e rivuole quella "politica dell'autosufficienza del PD" che ha fatto tanti disastri in passato.
UOLTER, MA QUANDO TE NE VAI?
(Video del 1997. Per la cronaca, la manifestazione era della CGIL. Ed in piazza c'andò D'Alema, all'epoca Segretario del PDS)
Perchè bisogna avere un po di coerenza nella vita. Aveva detto che andava in Africa, sarebbe ora. Ha già fatto inqualificabili disastri, ed ora? Ancora tu? Non dovevamo non vederci più?
E invece no, è voluto tornare sulla scena politica nazionale. L'aveva di fatto lasciata nel 2001, ritagliandosi un ruolo da amministratore locale (pur importante), dopo aver mandato i DS a picco (con lui la Quercia toccò il minimo storico, sprofondando al 16%). Dopo che Fassino aveva avuto quell'altra "bella idea" di sciogliere i DS per fare il PD, lui decide che il posto di Segretario di quel Partito gli interessa, si candida alle Primarie e le vince.
Come sia andata, purtroppo, è cosa nota. Il Centro-Sinistra era al Governo, ed il PD era il Partito principale di quella maggioranza. Invece di fare ciò che avrebbe fatto qualsiasi Partito in una simile situazione (cementare la coalizione, proteggere il Governo...), lui che fa? Fa di tutto per creare tensioni. Spinge il suo Partito a portare avanti posizioni in netto contrasto col programma elettorale, provocando tutte le ben note liti interne alla maggioranza (grazie tante, t'accordi su un Programma e poi qualcuno ne vuole fare carta straccia! Che modo di fare è?). Nel frattempo salva Berlusconi, che era in difficoltà con i suoi alleati, facendone "il principale interlocutore", e rafforzandolo inevitabilmente. Per la cronaca: gli unici "ministri in piazza" ai tempi del Governo Prodi furono Di Pietro (IDV) sull'Indulto (si, Di Pietro, l'unico che lui si tenne come alleato), e Mastella (UdEur) e Fioroni (...PD! E fedelissimo di Veltroni, per giunta!) al Family Day. Chi racconta il contrario racconta BUGIE, ci sono tutte le cronache dell'epoca che narrano come tutti gli altri, anche quando c'erano tensioni in maggioranza, dalla piazza se ne tenevano lontani. Quindi anche questa scusa è FALSA.
Ma non è finita. Come ricorda Prodi, è lui che fa cadere il Governo. E poi sfascia definitivamente la coalizione. Col "voto utile" riesce a salvare la faccia ottenendo un 33% per il suo Partito (vampirizzando gli ex alleati, cosa che crea difficoltà ancor oggi ad un Centro-Sinistra che in molte sue parti è ancora da ricostruire. Vendola con SEL e "oltre SEL" sta dando un buon contributo, ma perchè siamo giunti a questo punto?), ma consegnando a Berlusconi la vittoria più larga della storia: 9 punti di vantaggio, nonostante avesse perso l'UDC.
Questo si chiama DISASTRO. Completato dalle sconfitte a valanga a livello locale. 15 giorni dopo, al ballottaggio, il Centro-Sinistra perde Roma (la "sua" Roma...). In autunno si perde l'Abruzzo. A febbraio persino la Sardegna. Che altro si voleva?
Ora però, non contento, si ripresenta. Al suo fianco i "fedelissimi", Fioroni e Gentiloni. Ma anche un suo "storico sostenitore" come Fassino pare essersi rotto di lui. Vuole tornare sulla scena nazionale, e rivuole quella "politica dell'autosufficienza del PD" che ha fatto tanti disastri in passato.
UOLTER, MA QUANDO TE NE VAI?
(Video del 1997. Per la cronaca, la manifestazione era della CGIL. Ed in piazza c'andò D'Alema, all'epoca Segretario del PDS)
Perchè bisogna avere un po di coerenza nella vita. Aveva detto che andava in Africa, sarebbe ora. Ha già fatto inqualificabili disastri, ed ora? Ancora tu? Non dovevamo non vederci più?
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domenica 15 agosto 2010
Quando la malavita pugliese disse: "Vendola ha le ore contate"
Una storia risalente al '93, che molti della mia generazione magari non conosceranno, appunto per ragioni anagrafiche.
Una storia che andrebbe maggiormente conosciuta, per capire meglio chi è Nichi Vendola.
Questo l'articolo preso dall'archivio de "La Stampa", che ringrazio per permetterci di mantenere viva la memoria (cliccare link).
"La prima voce e' arrivata da Trani dice Vendola . Un compagno che ha dei contatti con la malavita locale mi ha avvisato: "Il vostro onorevole ha le ore contate", gli hanno detto". Grazie a Dio quei criminali avevano "sbagliato i conti", e Nichi è ancora qui.
Allora come oggi, lottava per il bene della nostra terra, nonostante la paura, che lui stesso ammetteva: "So che non sono tranquillo quando attraverso la strada, so che mi viene il batticuore quando chiamo per nome i miei nemici. Ma so anche che la paura non puo' essere uno scudo per nascondersi e per tacere". Allora come oggi, aveva nemici anche qui: "Tra i deputati pugliesi ce ne sono alcuni che ho definito la nomenklatura della vergogna. Frenano, minimizzano, parlano di lotte di paese. Sono loro i veri nemici: negano la mafia, la proteggono con le loro menzogne".
"Do' fastidio a molti". Questo senza dubbio. Grazie Nichi. Per aver dato fastidio a tanta gente. E perchè la tua storia dice chi sei. Anche in certi momenti in cui qualcuno tenta di buttarti addosso tanto fango. Non cambiare
Una storia che andrebbe maggiormente conosciuta, per capire meglio chi è Nichi Vendola.
Questo l'articolo preso dall'archivio de "La Stampa", che ringrazio per permetterci di mantenere viva la memoria (cliccare link).
"La prima voce e' arrivata da Trani dice Vendola . Un compagno che ha dei contatti con la malavita locale mi ha avvisato: "Il vostro onorevole ha le ore contate", gli hanno detto". Grazie a Dio quei criminali avevano "sbagliato i conti", e Nichi è ancora qui.
Allora come oggi, lottava per il bene della nostra terra, nonostante la paura, che lui stesso ammetteva: "So che non sono tranquillo quando attraverso la strada, so che mi viene il batticuore quando chiamo per nome i miei nemici. Ma so anche che la paura non puo' essere uno scudo per nascondersi e per tacere". Allora come oggi, aveva nemici anche qui: "Tra i deputati pugliesi ce ne sono alcuni che ho definito la nomenklatura della vergogna. Frenano, minimizzano, parlano di lotte di paese. Sono loro i veri nemici: negano la mafia, la proteggono con le loro menzogne".
"Do' fastidio a molti". Questo senza dubbio. Grazie Nichi. Per aver dato fastidio a tanta gente. E perchè la tua storia dice chi sei. Anche in certi momenti in cui qualcuno tenta di buttarti addosso tanto fango. Non cambiare
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domenica 29 novembre 2009
E meno male che erano cambiati
Nei mesi che hanno preceduto le Primarie, era tutto un refrain: “se vince Bersani, sarà un PD diverso”. “Sarà un PD spostato più a Sinistra, che avrà la Sinistra come primo interlocutore”. E via di seguito, con tante parole al vento per convincere chi nel PD di Veltroni-Franceschini non si era riconosciuto, o ne era deluso (un numero crescente, guardando alle ultime Europee), che questa era la volta buona, che valeva la pena di buttarsi su Bersani, e così via. Ed anche se i più accorti avvertivano, “nessun Bersani ci salverà”, pur dandogli comunque un’apertura di credito, la processione verso il “nuovo PD di Bersani” procedeva inarrestata, ancor più dopo la sua elezione.
Oggi quanto accaduto in Puglia ci dimostra, purtroppo, che è cambiato ben poco. Che Bersani voglia fare delle alleanze, aprendo anche alla sua Sinistra, è vero. D’altronde, dopo l’ubriacatura di “autosufficienza” veltroniana, nemmeno Franceschini era più contrario a questo. Che si sia “spostato a Sinistra avendo la Sinistra come primo interlocutore”, è clamorosamente smentito.
Nella linea politica del PD, nelle sue proposte programmatiche, è cambiato ben poco (checchè ne dica Rutelli, evidentemente in cerca di visibilità personale dopo la sberla alle Amministrative di Roma). Proposte particolarmente nuove, rispetto alla precedente Segreteria, non se ne vedono. Nella sua collocazione internazionale e nei suoi rapporti con le Parti Sociali, assolutamente nulla, almeno rispetto a Franceschini (con Veltroni forse era un po peggio). Ma quanto agli “interlocutori”, peggio che andar di notte!
L’allargamento dell’alleanza in Puglia era un obiettivo condiviso da tutti, o quasi. Ma lavorare ad un allargamento è un contro. Strisciare ai piedi dell’UDC un altro. Vendola ha fatto di tutto per permettere che l’alleanza si allargasse. Ha sostenuto convintamente gli apparentamenti alle Amministrative. E’ stato disponibile ad allargare la Giunta sin da luglio. Ha dato massima disponibilità a tutte le forze politiche per discutere delle proposte programmatiche per i prossimi 5 anni. E’ stato, ed è tutt’ora, anche disponibile alle Primarie, se qualcuno ritenesse ci siano nomi migliori del suo. L’UDC non ha fatto altro che chiudergli la porta in faccia.
Di fronte a questo, andare avanti per la propria strada è il minimo, per chi abbia un minimo di dignità. Non si tratta di una persona che ha preso la stizza di candidarsi. Si tratta del Governatore uscente. Ha diritto a giocarsi la partita. Quantomeno alle Primarie! Di questo, con qualche malumore, sembrava essersi convinta la stessa Segreteria Regionale del PD, che non più tardi di una settimana fa comunicava “sosterremo Vendola”. Si, come no.
E’ bastato un intervento di D’Alema (evidentemente il vero Segretario del PD, altro che Bersani) per capovolgere la situazione (almeno così pare, a leggere tutti i giornali. Poi dall’interno del PD giungono mille voci contrastanti, che a sentirle tutte si diventa matti). La priorità? Allearsi con Casini. E chi se ne importa del resto. Del fatto che l’UDC non ha mostrato nessuna disponibilità ad un dialogo vero, nessun rispetto verso un interlocutore, il Centro-Sinistra pugliese, che ha una sua leadership, e che per giunta è disposto a metterla in gioco (a condizione di far decidere il Popolo), e che nelle sue argomentazioni mostra un’ipocrisia che sarebbe esilarante se non fosse tragica (“chi ha rappresentato una stagione politica non può rappresentarne un’altra”, dice Buttiglione a proposito del fatto che Vendola ha guidato il “vecchio Centro-Sinistra”. Ma nei ballottaggi di Bari e Taranto, quando hanno appoggiato il Sindaco ed il Presidente della Provincia uscenti, non la pensavano così). Né del fatto che scaricare Vendola significherebbe dar ragione, di fatto, al PDL, che avrebbe poi gioco facilissimo a giocarsi la cosa in campagna elettorale, sostenendo (a questo punto neanche così a torto) che il Centro-Sinistra pugliese s’è bocciato da solo. Soprattutto, chi se ne importa del fatto che così si distrugge una delle più belle esperienze politiche degli ultimi anni (ma forse questo a qualcuno neanche dispiace?). Tutto a dispetto della stessa base del PD, che ha mostrato tutt’altra opinione, ma che evidentemente, a Primarie chiuse, non conta più nulla.
Non si pensi, da parte di chi non vive in Puglia, che questa sia una vicenda locale. Non è per nulla così. E non solo perché Vendola è, di fatto, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà. Qui è in gioco la dignità politica della Sinistra, tutta. E’ questo che viene calpestato, in Puglia, dal PD di D’Alema. Che ha dimostrato quanto e come non concepisca nessun rispetto, nessuna dignità politica, per noi. Oltre che per la stessa base del suo Partito.
E meno male che erano cambiati.
Oggi quanto accaduto in Puglia ci dimostra, purtroppo, che è cambiato ben poco. Che Bersani voglia fare delle alleanze, aprendo anche alla sua Sinistra, è vero. D’altronde, dopo l’ubriacatura di “autosufficienza” veltroniana, nemmeno Franceschini era più contrario a questo. Che si sia “spostato a Sinistra avendo la Sinistra come primo interlocutore”, è clamorosamente smentito.
Nella linea politica del PD, nelle sue proposte programmatiche, è cambiato ben poco (checchè ne dica Rutelli, evidentemente in cerca di visibilità personale dopo la sberla alle Amministrative di Roma). Proposte particolarmente nuove, rispetto alla precedente Segreteria, non se ne vedono. Nella sua collocazione internazionale e nei suoi rapporti con le Parti Sociali, assolutamente nulla, almeno rispetto a Franceschini (con Veltroni forse era un po peggio). Ma quanto agli “interlocutori”, peggio che andar di notte!
L’allargamento dell’alleanza in Puglia era un obiettivo condiviso da tutti, o quasi. Ma lavorare ad un allargamento è un contro. Strisciare ai piedi dell’UDC un altro. Vendola ha fatto di tutto per permettere che l’alleanza si allargasse. Ha sostenuto convintamente gli apparentamenti alle Amministrative. E’ stato disponibile ad allargare la Giunta sin da luglio. Ha dato massima disponibilità a tutte le forze politiche per discutere delle proposte programmatiche per i prossimi 5 anni. E’ stato, ed è tutt’ora, anche disponibile alle Primarie, se qualcuno ritenesse ci siano nomi migliori del suo. L’UDC non ha fatto altro che chiudergli la porta in faccia.
Di fronte a questo, andare avanti per la propria strada è il minimo, per chi abbia un minimo di dignità. Non si tratta di una persona che ha preso la stizza di candidarsi. Si tratta del Governatore uscente. Ha diritto a giocarsi la partita. Quantomeno alle Primarie! Di questo, con qualche malumore, sembrava essersi convinta la stessa Segreteria Regionale del PD, che non più tardi di una settimana fa comunicava “sosterremo Vendola”. Si, come no.
E’ bastato un intervento di D’Alema (evidentemente il vero Segretario del PD, altro che Bersani) per capovolgere la situazione (almeno così pare, a leggere tutti i giornali. Poi dall’interno del PD giungono mille voci contrastanti, che a sentirle tutte si diventa matti). La priorità? Allearsi con Casini. E chi se ne importa del resto. Del fatto che l’UDC non ha mostrato nessuna disponibilità ad un dialogo vero, nessun rispetto verso un interlocutore, il Centro-Sinistra pugliese, che ha una sua leadership, e che per giunta è disposto a metterla in gioco (a condizione di far decidere il Popolo), e che nelle sue argomentazioni mostra un’ipocrisia che sarebbe esilarante se non fosse tragica (“chi ha rappresentato una stagione politica non può rappresentarne un’altra”, dice Buttiglione a proposito del fatto che Vendola ha guidato il “vecchio Centro-Sinistra”. Ma nei ballottaggi di Bari e Taranto, quando hanno appoggiato il Sindaco ed il Presidente della Provincia uscenti, non la pensavano così). Né del fatto che scaricare Vendola significherebbe dar ragione, di fatto, al PDL, che avrebbe poi gioco facilissimo a giocarsi la cosa in campagna elettorale, sostenendo (a questo punto neanche così a torto) che il Centro-Sinistra pugliese s’è bocciato da solo. Soprattutto, chi se ne importa del fatto che così si distrugge una delle più belle esperienze politiche degli ultimi anni (ma forse questo a qualcuno neanche dispiace?). Tutto a dispetto della stessa base del PD, che ha mostrato tutt’altra opinione, ma che evidentemente, a Primarie chiuse, non conta più nulla.
Non si pensi, da parte di chi non vive in Puglia, che questa sia una vicenda locale. Non è per nulla così. E non solo perché Vendola è, di fatto, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà. Qui è in gioco la dignità politica della Sinistra, tutta. E’ questo che viene calpestato, in Puglia, dal PD di D’Alema. Che ha dimostrato quanto e come non concepisca nessun rispetto, nessuna dignità politica, per noi. Oltre che per la stessa base del suo Partito.
E meno male che erano cambiati.
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lunedì 16 novembre 2009
Solidarietà ai senza tetto di Barletta
Mi hanno segnalato, chiedendomi di scrivere qualcosa, una situazione incresciosa che si sta verificando a Barletta. A quanto mi hanno detto, infatti, ci sono 30 famiglie, di gente povera che ha perso il lavoro, che hanno subito uno sfratto e sono senza una casa, dormono in auto e la situazione si sta facendo sempre peggiore.
A quanto pare, il Comune di Barletta non riesce ad intervenire.
A loro va la mia piena solidarietà, e l'auspicio che si trovi urgentemente una soluzione quanto prima.
A quanto pare, il Comune di Barletta non riesce ad intervenire.
A loro va la mia piena solidarietà, e l'auspicio che si trovi urgentemente una soluzione quanto prima.
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mercoledì 11 novembre 2009
Ancora sugli immigrati
Chi ha scritto queste parole?
"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
Cosa sono? Le cronache odierne quando si parla di "immigrazione e sicurezza"? A chi sono riferite? Agli africani? Agli slavi? Ai curdi? Ai Rom?
Niente affatto: Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912
Per la cronaca: oggi tutti, negli USA, concordano che l'immigrazione italiana sia stata fondamentale per la loro crescita
"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
Cosa sono? Le cronache odierne quando si parla di "immigrazione e sicurezza"? A chi sono riferite? Agli africani? Agli slavi? Ai curdi? Ai Rom?
Niente affatto: Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912
Per la cronaca: oggi tutti, negli USA, concordano che l'immigrazione italiana sia stata fondamentale per la loro crescita
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