domenica 29 novembre 2009

E meno male che erano cambiati

Nei mesi che hanno preceduto le Primarie, era tutto un refrain: “se vince Bersani, sarà un PD diverso”. “Sarà un PD spostato più a Sinistra, che avrà la Sinistra come primo interlocutore”. E via di seguito, con tante parole al vento per convincere chi nel PD di Veltroni-Franceschini non si era riconosciuto, o ne era deluso (un numero crescente, guardando alle ultime Europee), che questa era la volta buona, che valeva la pena di buttarsi su Bersani, e così via. Ed anche se i più accorti avvertivano, “nessun Bersani ci salverà”, pur dandogli comunque un’apertura di credito, la processione verso il “nuovo PD di Bersani” procedeva inarrestata, ancor più dopo la sua elezione.
Oggi quanto accaduto in Puglia ci dimostra, purtroppo, che è cambiato ben poco. Che Bersani voglia fare delle alleanze, aprendo anche alla sua Sinistra, è vero. D’altronde, dopo l’ubriacatura di “autosufficienza” veltroniana, nemmeno Franceschini era più contrario a questo. Che si sia “spostato a Sinistra avendo la Sinistra come primo interlocutore”, è clamorosamente smentito.
Nella linea politica del PD, nelle sue proposte programmatiche, è cambiato ben poco (checchè ne dica Rutelli, evidentemente in cerca di visibilità personale dopo la sberla alle Amministrative di Roma). Proposte particolarmente nuove, rispetto alla precedente Segreteria, non se ne vedono. Nella sua collocazione internazionale e nei suoi rapporti con le Parti Sociali, assolutamente nulla, almeno rispetto a Franceschini (con Veltroni forse era un po peggio). Ma quanto agli “interlocutori”, peggio che andar di notte!
L’allargamento dell’alleanza in Puglia era un obiettivo condiviso da tutti, o quasi. Ma lavorare ad un allargamento è un contro. Strisciare ai piedi dell’UDC un altro. Vendola ha fatto di tutto per permettere che l’alleanza si allargasse. Ha sostenuto convintamente gli apparentamenti alle Amministrative. E’ stato disponibile ad allargare la Giunta sin da luglio. Ha dato massima disponibilità a tutte le forze politiche per discutere delle proposte programmatiche per i prossimi 5 anni. E’ stato, ed è tutt’ora, anche disponibile alle Primarie, se qualcuno ritenesse ci siano nomi migliori del suo. L’UDC non ha fatto altro che chiudergli la porta in faccia.
Di fronte a questo, andare avanti per la propria strada è il minimo, per chi abbia un minimo di dignità. Non si tratta di una persona che ha preso la stizza di candidarsi. Si tratta del Governatore uscente. Ha diritto a giocarsi la partita. Quantomeno alle Primarie! Di questo, con qualche malumore, sembrava essersi convinta la stessa Segreteria Regionale del PD, che non più tardi di una settimana fa comunicava “sosterremo Vendola”. Si, come no.
E’ bastato un intervento di D’Alema (evidentemente il vero Segretario del PD, altro che Bersani) per capovolgere la situazione (almeno così pare, a leggere tutti i giornali. Poi dall’interno del PD giungono mille voci contrastanti, che a sentirle tutte si diventa matti). La priorità? Allearsi con Casini. E chi se ne importa del resto. Del fatto che l’UDC non ha mostrato nessuna disponibilità ad un dialogo vero, nessun rispetto verso un interlocutore, il Centro-Sinistra pugliese, che ha una sua leadership, e che per giunta è disposto a metterla in gioco (a condizione di far decidere il Popolo), e che nelle sue argomentazioni mostra un’ipocrisia che sarebbe esilarante se non fosse tragica (“chi ha rappresentato una stagione politica non può rappresentarne un’altra”, dice Buttiglione a proposito del fatto che Vendola ha guidato il “vecchio Centro-Sinistra”. Ma nei ballottaggi di Bari e Taranto, quando hanno appoggiato il Sindaco ed il Presidente della Provincia uscenti, non la pensavano così). Né del fatto che scaricare Vendola significherebbe dar ragione, di fatto, al PDL, che avrebbe poi gioco facilissimo a giocarsi la cosa in campagna elettorale, sostenendo (a questo punto neanche così a torto) che il Centro-Sinistra pugliese s’è bocciato da solo. Soprattutto, chi se ne importa del fatto che così si distrugge una delle più belle esperienze politiche degli ultimi anni (ma forse questo a qualcuno neanche dispiace?). Tutto a dispetto della stessa base del PD, che ha mostrato tutt’altra opinione, ma che evidentemente, a Primarie chiuse, non conta più nulla.
Non si pensi, da parte di chi non vive in Puglia, che questa sia una vicenda locale. Non è per nulla così. E non solo perché Vendola è, di fatto, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà. Qui è in gioco la dignità politica della Sinistra, tutta. E’ questo che viene calpestato, in Puglia, dal PD di D’Alema. Che ha dimostrato quanto e come non concepisca nessun rispetto, nessuna dignità politica, per noi. Oltre che per la stessa base del suo Partito.
E meno male che erano cambiati.

lunedì 16 novembre 2009

Solidarietà ai senza tetto di Barletta

Mi hanno segnalato, chiedendomi di scrivere qualcosa, una situazione incresciosa che si sta verificando a Barletta. A quanto mi hanno detto, infatti, ci sono 30 famiglie, di gente povera che ha perso il lavoro, che hanno subito uno sfratto e sono senza una casa, dormono in auto e la situazione si sta facendo sempre peggiore.

A quanto pare, il Comune di Barletta non riesce ad intervenire.

A loro va la mia piena solidarietà, e l'auspicio che si trovi urgentemente una soluzione quanto prima.

mercoledì 11 novembre 2009

Ancora sugli immigrati

Chi ha scritto queste parole?

"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".

Cosa sono? Le cronache odierne quando si parla di "immigrazione e sicurezza"? A chi sono riferite? Agli africani? Agli slavi? Ai curdi? Ai Rom?

Niente affatto: Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912


Per la cronaca: oggi tutti, negli USA, concordano che l'immigrazione italiana sia stata fondamentale per la loro crescita

Conversazione con un immigrato Eritreo

Bari, Stazione di Trenitalia, Binario 3, una sera d'autonno alle 23.05.
Ho perso il treno. Credevo fosse alle 22.45. Era 5 minuti prima, ricordavo male. Peggio ancora, l'altro treno, quello "successivo", su cui contavo, delle 23.15, non c'è. L'ho scoperto guardando lo schermo e riguardando gli orari. Devo prendere l'Espresso di mezzanotte, per tornare a casa. Il problema è che il biglietto che ho, quello del Regionale, non mi permetterebbe di salirci. Ed in tasca non ho nemmeno soldi sufficienti a pagare la differenza. Ho solo 50 cents. Ne occorrerebbero il doppio, ammesso e non concesso che possa servire.
Parlando con i miei, il messaggio che ho ricevuto è stato "vai a dormire da nonna". Si, a quest'ora. Lasciamo perdere. Male che va, pagherò la multa. Me la farò mandare a casa. Se poi la questione fosse solo di pagare la differenza, la pagherei a Trani.
Sono stanco e preoccupato, ho voglia di sedermi. Ma fa freddo. Ricordo che c'è il "gabbiotto", lì si sta meglio. Vado a vedere. Ma inizialmente faccio per allontanarmi. Ci sono 3 immigrati che dormono ed occupano le sedie. Loro stanno peggio di me. Non è giusto chiedergli di spostarsi.
Poi però guardo meglio. Uno dei tre non sta dormendo, è seduto, ed accanto a lui c'è un posto vuoto. Massì, entriamo. "Posso?". "Prego". Per la cronaca, l'altro immigrato lì vicino farà per spostarsi, per lasciarmi spazio. Sarò io a dirgli che non c'è bisogno.
Beh, ora siamo lì. Un'ora al treno. O la passo a logorarmi nell'attesa, o scambio due chiacchiere con questo signore..."Dove va?". "Foggia".
Prenderemo lo stesso treno. La conversazione continua. Con l'italiano è un po in difficoltà, con l'inglese si regola meglio (anche troppo: a volte non capisco io!). Mi spiega che viene dall'Eritrea. Che laggiù è impossibile vivere, a causa della guerra. Tutta la sua famiglia, tranne sua madre, è stata cooptata nell'esercito. Adesso le cose vanno un po meglio da quando c'è il contingente internazionale, che ha separato un po i campi. Ma le condizioni restano invivibili. Tutti gli sforzi sono sul piano militare. Nulla per coltivare la terra, e far stare un po meglio la gente.
Lui è qui da un anno. Fa il taglialegna. Per lavorare si sposta molto, da Lecce a Potenza e così via. Riesce a vivere ed a mandare soldi a casa. "Al mese guadagno a volte 800, a volte 1500, dipende". Chiaramente tutto instabile.
Dopo un po sento il bisogno di "non fare l'interrogatorio". Di raccontargli qualcosa pure di me. Gli dico che sono di Trani, che vengo a Bari per studiare, per Politica, e per un giornalino online a cui collaboro, e che quest'ultimo era il motivo della mia venuta odierna. Poi non mi trattengo, e gli spiego anche il fatto del biglietto, convinto che si farà una risata e spererà con me che vada per il meglio.
Quanto accade, invece, mi lascia senza parole. Lui, che di problemi ne ha sicuramente mille più di me, non ha dubbi: "te lo do io l'Euro". Faccio per dissuaderlo, per dirgli che non è giusto, che potevo cercare altre soluzioni. Non sente ragioni, mi mette l'Euro in mano e non lo riprende indietro. "I soldi a casa li ho già mandati, ne ho abbastanza, non è un problema". E più continuo a parlare, più insiste. "Non è un problema, non è un problema!".
Il treno arriva. Salgo con lui, e mi fiondo in cerca del capotreno. Riesco a risolvere, per fortuna.
Torno al vagone su cui sono salito, per cercarlo. Devo quantomeno ridargli l'Euro, a questo punto. Lo ritrovo. "Beh, tutto a posto?", mi chiede subito. Si, era tutto a posto. Gli dico che l'Euro glielo ridarò indietro, una volta alla stazione di Trani l'avrò, ma non lo voleva. Ci metto parecchio a convincerlo a riprenderselo. "I don't need, I don't need".
Beh, a quel punto lo scompartimento è vuoto, e c'è un'altra mezz'ora, prima di tornare a Trani. Possiamo continuare a chiacchierare.
Ma a questo punto sento di fargli domande un po più delicate. Comincio a chiedergli se ha trovato razzismo, dalle nostre parti. Mi risponde, sorprendentemente, di no. Con noi appulo-lucani si trova benissimo. Dice che al massimo ha sentito di un po più di razzismo dalle parti di Torino e Milano.
Mi fa piacere, vuol dire che non è stato vittima di episodi spiacevoli. E che non percepisce l'ondata che c'è. Anche se poi, quando gli parlo di come il razzismo sta avanzando in Italia, non gli racconto cose che non sa.
Infatti annuisce, come chi ascolta discorsi che conosce, quando gli spiego come in Italia sia cresciuto il mito dell'"immigrato cattivo", di come i giornali diano rilevanza diversa ad un reato a seconda di chi lo commette, di come stia crescendo l'equazione "africano=criminale". E di come taluni partiti abbiano costruito il loro consenso individuando nell'immigrato il nemico da combattere, ed abbiano vinto le elezioni con lo slogan "Basta clandestini" (e non "basta criminali", che avrei sottoscritto).
Queste cose le sa. E mi spiega che ha anche visto alcuni suoi connazionali (o di Paesi limitrofi al suo) venire qui a fare brutte cose, dallo spaccio di Ascisc ai furtarelli. "Ma non è giusto che per loro paghiamo tutti, non siamo così".
Gli chiedo se sa anche che certa gente vorrebbe che tornassero tutti al loro Paese. Mi risponde (in inglese) "se al mio Paese le cose cambiano e si sta meglio, ci torno domani mattina, prendo l'aereo e vado. Ma così non posso tornare. Se torno muoio. Con quel pazzo di Presidente che abbiamo, come faccio a tornare".
Purtroppo potrebbe non avere scelta. Gli chiedo se lo sa, che se perdesse il lavoro dovrebbe andare via per legge. Perchè per certe leggi chi non ha lavoro, se è immigrato, diventa automaticamente criminale. Lo sa. Sa tutto! Mi spiega anche che l'80% di quelli che sono clandestini, che lui conosce, il lavoro non ce l'hanno. Ed alla mia domanda "e sono criminali?", la risposta è "No". Ma aggiunge anche "però se continuano così, abbandonati a se stessi, molti di loro finiranno per diventarlo". Già.
Lui comunque non si arrende: "se perdo questo lavoro, lotterò per averne un altro, fino alla fine". D'altra parte, o così, o la morte certa che lo attenderebbe in Eritrea, senza che lui abbia fatto nulla. E aggiunge, spiegando che non si arrende: "e poi l'Italia può cambiare". E penso a quanti italiani dovrebbero crederci, visto che ci crede lui.

Sto per arrivare. Ci salutiamo. Ci scambiamo per la prima volta i nomi (nessuno dei due aveva sentito il bisogno di sapere il nome dell'altro, fino ad allora). E mi dice "Ci vediamo!". Lo saluto, dicendo "Good Luck!". Ne ha bisogno. E se lo merita. Per come mi voleva aiutare. Per come vive in questo Paese. Per i pericoli che lo aspettano ogni giorno della sua vita. Intanto, col suo dissenso, eviterò di contribuire a dargli meno strumenti. In stazione c'è chi mi aspetta, con in mano quell'Euro che gli devo restituire. Anche se lui non lo vorrebbe.

Trani, Stazione di Trenitalia, 0.31. Il treno è puntuale. Prendo l'Euro da chi mi viene a prendere, glielo do, scendo e mi avvio all'uscita.


Buona fortuna, amico.

venerdì 2 ottobre 2009

La lezione tedesca

Per 4 anni l'SPD ha avuto in mano la carta vincente, e s'è rifiutata di giocarla. La carta vincente si chiamava "Governo Rosso-Rosso-Verde", con Verdi e Linke. Per cui nel precedente Parlamento tedesco c'era una maggioranza sufficiente. E che sarebbe stata la soluzione giusta per ricacciare la CDU da dov'era venuta, e riprendere in mano il bandolo della matassa...

Che quella fosse la soluzione giusta, lo dicevano i dati delle elezioni del 2005, ed il modo in cui ci si era arrivati. L'SPD aveva vissuto un continuo calo, dal 2003 in poi. Vale a dire da quando Schroeder s'era incaponito sull'Agenda 2010 (flessibilità, riduzione welfare...Nulla a che spartire con quel che abbiamo in Italia, sia chiaro, eh...Però, in quel contesto, erano misure indigeste, tantopiù che non erano per nulla necessarie. In realtà, ridurre il welfare non è MAI necessario, ma questo è un altro discorso...). Fino a che Lafontaine non aveva lanciato prima la WASG, e poi l'alleanza "Die Linke" (oggi partito unico), i consensi dell'SPD s'erano dispersi. Parte all'astensione, parte alla CDU. Lo rivelavano sia i sondaggi, sia tutte le elezioni dei vari lander. Poi Lafontaine s'era messo di mezzo, ed aveva recuperato consensi sia dall'astensione, sia dalla stessa CDU. Non solo: la stessa "grande rimonta di Schroeder" del 2005, che portò l'SPD ad un passo dal pareggio dei voti con la CDU (partendo però da molto indietro nei sondaggi), era avvenuta quando, lanciata la campagna elettorale, s'erano abbandonati i toni da "nuovo centro", e s'erano lanciate di nuovo le storiche parole d'ordine Socialdemocratiche, quelle che hanno rappresentato quel Partito per decenni.

Qualunque analisi non poteva che partire da qui: l'SPD aveva perso consensi, a vantaggio di CDU ed astensione, quando s'era "fatta centro". Ne aveva recuperati una parte, quando aveva ri-virato a Sinistra. Un'altra parte erano stati recuperati da due partiti più a Sx dell'SPD (Linke e gli stessi Verdi, arrivati ad un ragguardevole 8%). E se Linke e Verdi recuperavano voti all'astensione ed alla stessa CDU, era chiaro che voti fossero, e su quale bacino di voti bisognasse intervenire...

Era chiaro, per chiunque non volesse vedere la cosa coi paraocchi, che il problema, il motivo per cui la vecchia maggioranza SPD-Verdi non bastava più, era stato il troppo moderatismo. Che l'errore da correggere era lì. Un governo che comprendesse la Linke, e correggesse la rotta su certi punti, era la soluzione ideale per "ritrovarsi", per riprendere la strada dove s'era interrotta, e recuperare definitivamente i consensi. Inoltre, si sarebbe sbattuta la CDU all'opposizione per la terza volta consecutiva. Facendo tramontare la "stella" di Angela Merkel forse in maniera definitiva. D'altronde, esperienze di questo tipo erano già presenti (una su tutte, il comune di Berlino, dove l'SPD da anni governava con la PDS di Gysi, prima ancora che ci fosse la Linke).

Invece no. Si è scelto "con la Linke mai". Si è scelta la Gross Koalition. Nella quale, per forza di cose, il ruolo non poteva che essere subalterno alla CDU ed alle sue politiche, pur temperate. Di fatto, si portava avanti una politica che andava ad approfondire i difetti di quella precedente, attutendone i pregi.

Continuava il tracollo, nei sondaggi e nelle elezioni locali. Ma i successori di Schroeder, i suoi "pupilli" (Steinmeier, Muntefering...Tutta gente dell'ala destra del partito, alcuni di loro per giunta dichiaratamente contenti di governare con la CDU), sembravano non accorgersene. L'SPD diventava sempre più un colabrodo. E se una parte dei voti potevano essere recuperati da Verdi e, soprattutto, Linke, un'altra parte era inevitabilmente perduta. Verso l'astensione. O, peggio, verso la CDU (perchè "se l'SPD è questo, tanto vale...", ragionamento che in molti evidentemente hanno fatto, specie di fronte al fatto che la Merkel per 4 anni ha mostrato la "faccia buona", anche a costo di perdere qualche voto verso i Liberali...). Beck aveva provato a raddrizzare la linea, ma era stato fatto fuori.

I risultati erano inevitabili: l'SPD in 4 anni ha perso l'11% dei voti. Parte di questi voti sono stati recuperati da altre forze di Sinistra (notevole il balzo della Linke dal 7% al 12%, buono anche l'avanzamento dei Verdi, dall'8% al 10%). Ma inevitabilmente, un'altra parte era dispersa. E così la CDU, nonostante anch'essa abbia avuto un calo, è riuscita a trionfare. Ed a farsi, dopo 4 anni di Gross Koalition in cui ha vampirizzato l'alleato, il suo bel governo coi Liberali. Ed ora saranno cavoli amari.

La lezione tedesca è chiara: la Sinistra può vincere, convincere, avanzare, quando riesce ad essere se stessa. Lo stesso fenomeno "Linke" lo dimostra. Quando invece la Sinistra tenta di "farsi centro", di cercare "terze vie" e roba simile, di annacquarsi, di inseguire destra e moderati sul loro terreno, finirà inevitabilmente per perdersi. E per perdere. Al tempo stesso, il grande avanzamento della Linke, che dura ormai da 5/6 anni senza conoscere sosta, rivela quanto e come una Sinistra che tenga semplicemente la barra dritta, rifuggendo sia arroccamenti identitari (chi pensa che la Linke sia paragonabile al Prc di Ferrero è fuori strada. Così come chi la vedesse come una forza "estremista" o "antigovernista". Tutt'altro: la Linke, a certe condizioni, è sempre stata disponibile a governare), sia tentazioni neocentriste, cresce e cresce bene. Come, d'altronde, già dimostravano gli stessi Verdi tedeschi (nati riunendo tutti i "reduci del '68" in una forza politica che potesse stare a Sinistra dell'SPD, e giunti sin dagli anni '90 ad ottimi livelli, per poi crescere ulteriormente fino ad oggi).

E' una lezione che bisogna cogliere anche nel nostro Paese. La risposta alla crisi della Sinistra non è nè quella che ha trovato Fassino (che addirittura è andato ben oltre Schroeder "e allievi", sciogliendo i DS in una nuova forza che nemmeno è più di Sinistra, neanche nel nome, ed in questi giorni sta rivelando tutte le sue contrasddizioni), nè quella che ha trovato uno come Paolo Ferrero, che ha reagito alla sconfitta portando Rifondazione sull'arroccamento identitario ("Rifondazione per l'oggi e per il domani", "alle elezioni sempre con falce e martello", eccetera eccetera...). La Sinistra rinasce se trova il coraggio di rinnovarsi rimanendo se stessa. Di aprirsi a "nuove storie", di unificare le sue radici, senza però mai lasciarsi andare a derive centriste e roba simile.

In Italia, tra mille difficoltà, c'è chi sembra aver preso questa strada. Al momento, però, è un piccolo soggetto (non piccolissimo, un milione di voti...), con tanti nemici. Se riuscirà a resistere, e ad andare avanti, può essere davvero la carta giusta, quella decisiva per ricostruire un fronte che possa opporsi alla destra e puntare a sconfiggerla. Dipende però anche da tutti noi. E dal sostegno che daremo a questo progetto.

Da qui si vedrà anche se e quanto avremo imparato la lezione tedesca.

giovedì 17 settembre 2009

Vendola merita delle scuse

Per tutta l’estate, Nichi Vendola è stato esposto al tritacarne mediatico del Tg1, de “Il Giornale” e di altri media ad essi simili, e del centrodestra, in relazione a vicende con le quali non c’entrava nulla. A questo gioco al massacro, a un certo punto, si sono unite anche alcune parti del Centro-Sinistra (col chiaro scopo di giocare contro la sua ricandidatura), ed alcuni giornalisti che non siamo propriamente soliti annoverare tra quelli “di regime” (anzi…).
Il fatto: com’è ben noto, s’è aperta, a Bari, un’inchiesta su Escort e Corruzione, e sul mondo che girava attorno all’imprenditore Tarantini. Dopo una prima fase, in cui erano coinvolti soprattutto gli esponenti del centrodestra (tra i primi indagati Tato Greco, coordinatore del braccio elettorale pugliese di Fitto “La Puglia prima di Tutto”), qualche ombra s’è allungata anche sull’altro schieramento, in particolare su un paio di Assessori. Uno di essi, Alberto Tedesco, era stato già rimosso tempo addietro, appena ci fu qualche “spiffero” sul suo conto (ed il PD l’aveva “consolato” traghettandolo al Senato). L’altro, Sandro Frisullo (primo degli eletti dei DS nel 2005, Vice-Presidente della Giunta, potente soprattutto nel Salento), non volendosi dimettere, costringe Vendola ad azzerare la Giunta ed a farne una nuova, cosa che gli attira le ire del PD.
Qualcuno, in particolare gli esponenti del PDL stesso (senza vergogna) e certi organi di stampa ben noti, tenta, a quel punto, di tirarlo in ballo. Chiacchiere, insinuazioni, anche accuse esplicite, si sommano una sull’altra, dando a molti impressioni distorte (e coprendo perfettamente al tempo stesso, agli occhi della gente, quelli che erano coinvolti davvero, soprattutto gli esponenti della stessa destra Pugliese). Con qualche spiffero che comincia a venire anche dal “fuoco amico”.
Poi succede che, in seguito ad un paio di episodi malgestiti da chi di dovere, e prontamente strumentalizzati da coloro di cui sopra, Vendola decida di esprimere delle civili critiche, segnalando come alcune leggerezze commesse da chi di dovere possano diventare strumento per chi ha voglia di intorbidire le acque…E allora, apriti cielo! “Vendola vuole intimidire il PM”! “Vendola come berlusconi” (questa è grossa, e basti vedere quanto accaduto negli ultimi giorni per capire quanto, ndr…)! “Ha qualcosa da nascondere, vedrete che il suo nome comparirà presto”!
Il polverone, insomma, s’è mangiato i fatti. Qualcuno chiede al CSM di “tutelare il PM dal Vendola cattivo”. E gli attacchi di Italia Dei Valori, Prc e qualche settore del PD diventano ormai vergognosamente indistinguibili da quelli dello stesso PDL. Per un mese la gogna mediatica non lo risparmia, nonostante, di fatto, non ci sia un suo coinvolgimento a nessun titolo.
Poi però s’arriva anche il momento in cui i fatti parlano da soli.
L’inchiesta arriva ad un approdo, a definire le persone che vi siano realmente coinvolte. E Vendola non è coinvolto, in nessun modo, checchè se ne dica. E neanche Sinistra e Libertà. Anzi, è da ricordare come il filone dell’inchiesta riguardante la Sanità sia partito da un’inchiesta interna alla Regione Puglia richiesta dallo stesso Nichi Vendola e dal suo nuovo Assessore alla Sanità, dopo la sostituzione di Tedesco. L’inchiesta riguarda il centrodestra e qualche settore del PD. Non Vendola, in alcun modo.
E quanto alla famosa “lettera”, il CSM pochi giorni fa ha respinto la richiesta di “tutela” per il destinatario della stessa. Perché, cito testualmente, “Vendola non ha leso l’indipendenza dei giudici”. Punto. E tutti i meschini paragoni di certa gente vanno a farsi benedire. Quando ci sono i veri attacchi, il CSM non si fa certo pregare.
Si è imbastita, per un mese, una campagna di bugie contro un uomo perbene, che ha fatto sempre della questione morale la sua bandiera, pagando per questo anche prezzi politici alti (paradigmatica appunto la vicenda dell’azzeramento della Giunta. Qualsiasi altro Governatore non avrebbe fatto altrettanto, impantanandosi in una lite col maggior partito della coalizione). Che non solo non ha colpe, ma s’è comportato in maniera impeccabile, anche in questa vicenda. Una campagna costruita sul nulla, e le cui balle sono smentite, ora, in maniera incontrovertibile, dai fatti.
Vendola meriterebbe delle scuse.

giovedì 13 agosto 2009

Ora più che mai: FORZA NICHI

Nel sistema politico italiano, che "tanti risultati" da a questo Paese, c'è un'anomalia. Il suo nome è Nichi Vendola.

4 anni fa, nella Regione storicamente più a destra d'Italia, ed in cui storicamente il campo del Centro-Sinistra era "feudo" di taluni leaders, riuscì a sovvertire tutti i pronostici. Vinse le Primarie contro il delfino degli uomini d'apparato. Vinse le Elezioni contro chi sembrava impossibile da scalzare.

Ed in questi 4 anni ha continuato a far parlare di sè. Continuando a sovvertire quel che sembrava incancrenito. A fare quel che sembrava impossibile. Come consentire a tantissimi giovani pugliesi di studiare fuori e tornare poi nella propria terra per mettere a frutto quel che avevano imparato. Come estirpare il cancro della diossina dell'Ilva. Come portare la Puglia a crescere più del centronord ed avere un'occupazione che cresce del 2% l'anno (rapporto Svimez 2007), e con minore incidenza della precarietà e più rispetto dei vincoli territoriali ed ambentali. E tanto, tanto altro ancora. Dimostrando che c'è un modo di governare come si deve.

Ma non basta: da un anno ha anche osato mettersi a capo della ricostruzione di una Sinistra in questo Paese, dopo il tracollo della Sinistra Arcobaleno lo scorso anno. Superando anche gli ostacoli interni al suo ex Partito. E costituendo, con le persone ed i movimenti politici di buona volontà a Sinistra, un nuovo soggetto. Che nel giro di due mesi, e del tutto sconosciuto al 60% dell'elettorato, riesce subito a raggiungere un milione di voti. In gran parte tolti al PD ed all'Astensione. E che minaccia, se cresce, di "rubarne" ancora (soprattutto a Di Pietro ed all'Astensionismo, ma anche a destra, dicono gli analisti).

Troppo.

E' naturale, che un simile uomo politico dia fastidio. Molto fastidio. Ed è normale che si tenti, in qualche modo, di colpirlo. Scompiglia le carte a troppa gente. A troppi poteri anche economici. A troppi arroganti.

Ed è stato colpito. Con una montagna di fango e di sterco, buttato da chi non avrebbe titolo.

La sua storia personale narra di un uomo politico che ha fatto dell'Onestà la sua bandiera, combattendo contro le mafie, lottando contro la corruzione, rifiutando "contributi" economici da chicchessia. Eppure, il Tg1, IlGiornale, gente come Fitto e Gasparri, e, ultima novità, l'Italia dei Valori (che avrebbe poco da parlare) e certi suoi ex compagni (di cui abbiamo già parlato) lo stanno dipingendo, da settimane, e con grande copertura mediatica, come il centro di chissà quale scandalo.

Un'inchiesta in Puglia in realtà c'è. il Premier ne sa qualcosa. I principali coinvolti sono gente come il suo rivale del 2005 e plenipotenziario (di fatto) del PDL in Puglia, Raffaele Fitto, come Tato Greco (che doveva sfidarlo il prossimo anno, ma pare che dal PDL abbiano cambiato idea...) e compagnia cantante. Un sistema di potere ben marcato.

Un sistema di potere che Vendola ha combattuto. Anche quando il sistema si rivelava PARZIALMENTE trasversale, e c'era da fare pulizia nel campo del Centro-Sinistra. Non ha esitato un attimo a far dimettere assessori "pesanti" e, addirittura, quando s'è reso necessario, ad azzerare l'intera giunta, rischiando lo scontro frontale con un PD che non era tanto dell'idea.

In questa inchiesta Vendola NON è coinvolto. Non è indagato lui, non è indagato nessuno dell'attuale Giunta, non è coinvolta Sinistra e Libertà.

Eppure, per settimane, sul Tg1 ed altri organi di stampa (in mano sappiamo bene a chi...L'informaziona in Italia la controlla uno solo...) si parlava del "caso Puglia", dello "Scandalo Puglia", e, sempre più, di "caso Vendola". Aiutati anche da talune leggerezze di una PM che assomiglia assai poco ai veri eroi che abbiamo conosciuto in Italia, e che ha qualche amica coinvolta in questa storia.

Una settimana fa, Vendola si è permesso di scriverle una civile lettera, nella quale le evidenziava come la sua azione fosse strumentalizzata da certa gentaglia, e si permetteva di esprimerle qualche critica riguardo alcune sue leggerezze.

Questo ha indotto gente come Di Pietro ed il suo Partto (aprite il link...) a sguazzare nel mare di sterco che già Fitto, Gasparri e media berlusconiani gli stavano tirando addosso. Non solo: si permettono anche, in interviste a "Libero" (e già questo è tutto dire...), di fare paragoni meschini.

Tutto questo nei confronti, giova ricordarlo, di un uomo che NON E' INDAGATO, che HA FATTO PULIZIA, e la cui azione di Governo è stata molto più efficace di 1000 blablabla.

Come dice quest'ottimo articolo, sono in molti ad aver interesse a colpire "l'anomalia pugliese". Il miglior esempio di Governo in Italia. L'esperienza guidata da chi può ricostruire la Sinistra in Italia. Sono in molti a voler mettere le mani sulla Puglia.

Se amiamo la nostra Regione, se amiamo la Democrazia e (si, davvero) l'Onestà, abbiamo il preciso dovere di fare quadrato attorno al Presidente.

Ora più che mai: FORZA NICHI. Non mollare! La Politica e la Puglia hanno ed avranno bisogno di gente come te. Di gente onesta, capace, che fa politica per passione (ed ha, per questo, rifuggito più volte la scelta conveniente in quel momento) e dimostra che esiste un modo migliore di farlo. Portando avanti le proprie idee. Portando avanti l'amore per la propria terra. Portando avanti l'Onestà, la Pulizia, e la limpidezza di comportamento tipiche di chi ha una certa storia alle spale. E producendo cambiamento. Quel cambiamento che ho descritto sopra, in quell'insufficiente elenco, perchè c'è tanto altro di cui non ho parlato.

FORZA VENDOLA. SIAMO TUTTI CON TE.