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mercoledì 11 novembre 2009

Ancora sugli immigrati

Chi ha scritto queste parole?

"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".

Cosa sono? Le cronache odierne quando si parla di "immigrazione e sicurezza"? A chi sono riferite? Agli africani? Agli slavi? Ai curdi? Ai Rom?

Niente affatto: Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912


Per la cronaca: oggi tutti, negli USA, concordano che l'immigrazione italiana sia stata fondamentale per la loro crescita

domenica 23 novembre 2008

Ciao, Sandro


Ieri Sandro Curzi ha lasciato questo mondo terreno. Una grande perdita da tutti i punti di vista. Un maestro di giornalismo e di televisione, un esempio di militanza, di passione (per ideali simili ai miei), e di onestà.

Oggi sono in molti a rendere onore alla sua memoria. La cosa mi fa piacere, perchè lui se lo merita. Spero che siano in molti a cercare anche di seguire il suo esempio. Perchè di gente come lui c'è estremo bisogno, in questo Paese.

Ciao Sandro. Ci mancherai.

martedì 4 novembre 2008

90 anni fa terminava l'inutile strage...

90 anni fa finiva, almeno in Italia, la Prima Guerra Mondiale.

Un massacro come non se n'erano mai visti prima (purtroppo se ne vide uno ancor peggiore, qualche decennio dopo...). "Inutile Strage" l'aveva definita Papa Benedetto XV (il predecessore, nell'uso di quel nome, dell'attuale Papa). Ed aveva assolutamente ragione.

L'Italia aveva già avuto il Trentino in offerta dall'Austria per restare fuori dalla guerra. Non era così difficile riuscire ad arrivare ad ottenere i territori attualmente italiani.

Invece un Governo miope, sordo agli appelli del Papa come all'opposizione di Socialisti, Popolari e Giolittiani, decise che non potevamo proprio rimanerne fuori. La propaganda interventista definì i pacifisti come degli inetti. E ad essa si unì anche un certo membro del Partito Socialista, di cui dirigeva l'organo ufficiale, che tutt'a un tratto decise di dissociarsi dalla linea del Partito, violentemente, e ne fu per questo espulso. Passò a fondare "Il Popolo d'Italia", ottenne l'appoggio di molti imprenditori e si spostò sull'estrema destra, dalla quale avrebbe poi fondato un movimento politico. Il movimento si chiamava "fascismo", e l'esponente politico si chiamava Benito Mussolini.

Migliaia e migliaia di RAGAZZINI, più giovani di me, furono mandati sull'Isonzo e sul Carso, a morire in un carnaio terrificante. Si arrivò a chiamare alle armi persino i nati nel 1901, quasi dei bambini.

Molti di loro non ci misero molto, a capire cos'era la guerra. Ma non gli era permesso nemmeno lamentarsene mentre scrivevano alle famiglie. Rischiavano grosso. Già il Generale Cadorna li riteneva degli inetti, e scaricava su di loro (comportandosi di conseguenza, con loro) le colpe di eventuali sconfitte. Quando non ce la facevano (ed erano in molti), provavano a scrivere con l'inchiostro simpatico, o dietro i francobolli, cose tipo "Odio la guerra". In gran parte venivano scoperti. E passavano i guai.

Intanto in Italia c'era chi sulla guerra guadagnava. Eccome. Soprattutto i nostri imprenditori, che già allora in una cosa erano maestri: nel fare gli speculatori. Erano stati "il cuore pulsante" del fronte interventista. E su quel massacro seppero fare affari d'oro.

Non altrettanto "affare" fu per l'Italia, invece. Ci rimettemmo parecchio, economicamente. I debiti di quella guerra abbiamo finito di pagarli nel 1988. Ma soprattutto ci rimettemmo migliaia e migliaia di vite umane. Il numero noto è 650.000, i morti sul campo di battaglia. A questi si devono aggiungere tantissimi prigionieri degli austro-tedeschi, i quali, sull'orlo della sconfitta, non se ne potevano occupare, nè ricevevano aiuto da un Paese, il nostro, che li considerava "vili e disertori", e morirono, in molti, di fame o di freddo (vedi http://cronologia.leonardo.it/storia/a1918y.htm ).

A guerra finita, il Paese era nel caos. Un caos che produsse, poi, il fascismo. Che ci portò verso un'altra tragedia, più grande della prima.

In tutto il Mondo, più di 15 milioni di morti, tra militari e civili. Con varie altre conseguenze che purtroppo conosciamo bene.

90 anni dopo, vorrei vedere un ricordo di quell'evento che dica quanto sia brutta, insensata e schifosa la guerra. Magari una riflessione su quanta gente abbiamo mandato a morire in quella terribile maniera.

E' davvero brutto, molto brutto, vedere invece che questo Paese ricordi la cosa solo con tanta, tanta retorica militarista.

P.S.: Alcune cose che ho citato, le ho prese dal Documentario "Storia Proibita delle Guerre Italiane", che ho visto su History Channel un paio di mesi fa. Guardatelo, se lo rimandano...

martedì 21 ottobre 2008

Ciao, Vittorio

Ieri è scomparso Vittorio Foa.

Una figura storica della Sinistra Italiana c'ha lasciato. Aveva lottato contro il Fascismo, e s'era poi impegnato nell'Assemblea Costituente e nella vita politica del nostro Paese.

Negli anni '60 è tra i fondatori dello PSIUP, che marcò una concezione autonoma ed unitaria della Sinistra. Poi, quando lo PSIUP confluisce nel PCI, è tra coloro che fondano il PDUP. Negli anni '90 aderisce al PDS.

Nel corso di tutta la sua vita, spesa in gran parte nella Politica, nel Servizio al Paese, ha mostrato un'acutezza di pensiero ed un'intelligenza di altissimo livello.

Una grande perdita per la Sinistra. Una grande perdita per l'Italia.

Per ricordarlo al meglio, non possiamo far altro che impegnarci al massimo in quel che lui ha fatto per tutta la sua vita: lavorare per un Paese migliore, lavorare per portare avanti le nostre idee.

Ciao, Vittorio. Ci mancherai

lunedì 8 settembre 2008

Vergogna

Oggi è l'8 settembre. 65 anni fa, l'Italia firmava l'armistizio con gli anglo-americani, il Re fuggiva a Pescara e poi a Bari, la Germania nazista invadeva l'Italia, liberava Mussolini (incarcerato dopo il 25 luglio), e creava, nella zona del centro-nord, la "Repubblica Sociale Italiana", stato-fantoccio al loro servizio, guidato da Mussolini.

Vari reparti dell'esercito italiano, lasciati allo sbando, decisero di combattere contro l'invasore nazifascista, assieme a tanti antifascisti non in divisa. Fu l'inizio della Resistenza.

Questo dovrebbe essere un giorno di riflessione, di ricordo della tragedia di quella guerra e dell'eroismo della Resistenza.

E invece questo giorno è stato contrassegnato dalle ignobili dichiarazioni di Alemanno e Larussa. Uno ha detto "il fascismo non fu il male assoluto". L'altro ha detto che per lui bisogna onorare anche chi combattè per Salò.

Questo Paese non andrà mai avanti se continua a lasciarsi aperte delle questioni come quella del fascismo.

Che il Sindaco della Capitale d'Italia dica "il fascismo non fu male assoluto" è INQUALIFICABILE. E non mi si venga a dire "eh ma qualcosa di buono l'hanno fatto". Non confondiamo la superficie con la sostanza del fascismo. La sostanza del fascismo è quella di un'ideologia antidemocratica, reazionaria, violenta, nazionalista (e non "patriottica") e guerrafondaia. Che poi, oltre a questo, in 20 anni di governo (20 anni, dico...) abbiano anche costruito un acquedotto o bonificato una palude, non cambia i termini della questione. Anche perchè, se proprio vogliamo fare un bilancio, anche non considerando la guerra (che è difficile non considerare...), questo è senza dubbio negativo, si arrivò a cose tipo "date oro alla Patria", tanto non si aveva più una Lira...E poi in guerra con le scarpe di cartone!

Che il Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana dica che bisogna onorare anche quelli di Salò è ANCORA PEGGIO! Attenzione, non dice "non criminalizziamo quei poveri sedicenni che poco sapevano se non obbedire agli ordini impartiti" (nessuno lo ha mai fatto), dice che bisogna onorarli!

E PER COSA, DI GRAZIA?

Per essersi schierati con un regime criminale, asservito alla Germania Nazista (di fatto uno dei tanti governi-fantoccio che la Germania aveva disseminato per l'Europa), contribuendo, tra le altre cose, alla deportazione per i lager?

Dire che non sapevano cosa facevano, e quindi non vanno criminalizzati (cosa che, ripeto, nessuno ha fatto, PER QUELLI CHE DAVVERO NON SAPEVANO. Chi l'ha scelto coscientemente, E CE NE SONO, è corresponsabile), è un conto, fare ancora parificazioni, dopo 65 anni, è un altro!

Come fa questo Paese ad andare avanti se ancora si tende a fare revisionismo su certe pagine storiche, se ancora si tende a non dire con chiarezza che il fascismo era la parte sbagliata e la Resistenza (su cui questo Paese e la sua Costituzione si fondano) era quella giusta? Se ancora si violano, da Sindaci della Capitale e Ministri della Repubblica, le leggi che dicono che l'apologia di fascismo (tale è quella di Alemanno e Larussa) è REATO?

Certe cose sono UN INSULTO ALLA STORIA ITALIANA.

E gente come Amato dovrebbe smetterla di collaborare con chi insulta la nostra storia in questo modo, come Alemanno.