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domenica 16 settembre 2012

Vedo cose strane

Strane cose si vedono, in questa fine estate, nella mia città...

-Gente che attaccava Monti più di me. Che faceva dell'appoggio al Governo-Monti, con tutti i suoi provvedimenti sballati, un argomento di polemica anche col Pd locale. Oggi partono, lancia in resta, a sostegno del candidato alle Primarie che più di tutti si pone in continuità con il Governo attuale e con le sue politiche.

-Gente che era stata attiva nel comitato a favore dei Referendum di un anno fa, spingendo molto anche su quello per l'Acqua Pubblica. Oggi pubblica un link al giorno a favore di un candidato che a quel Referendum era contrario.

-Gente che per tutta la campagna elettorale delle Amministrative ripeteva come un mantra "noi siamo contro inceneritore, cementeria, centrale a biomasse" (accusando gli altri candidati, uno in particolare, di non esserlo. In realtà su inceneritore e cementeria era contrarissimo anche lui, sulla centrale a biomasse non si esprimeva perchè non è competenza del Comune...). Ora sostengono un candidato che sostiene che "gli inceneritori vanno fatti, senza se e senza ma", e che è "terrorista chi dice che provocano il cancro".

-Gente che era al Circo Massimo con Cofferati ad urlare "l'articolo 18 non si tocca, lo difenderemo con la lotta" che sostengono chi dice che "la foto del palazzaccio" (quella di chi ha depositato i quesiti per il Referendum contro la riforma Fornero, che l'Art.18 l'ha smantellato) è "peggiore della foto di Vasto" (cos'ha contro la "foto di Vasto", che ha portato il Centro-Sinistra a conquistare l'80% dei Comuni alle ultime Amministrative, lo dovrebbe pure spiegare, peraltro), ed è "simbolo di una Sinistra che non vuol governare mai". E tanto per gradire, a sostenere lo stesso candidato anche dirigenti regionali dei giovani dell'Idv. Uno dei partiti che quel Referendum lo sostiene (ma Di Pietro lo sa?).

-Gente che faceva le pulci ai candidati perchè erano appoggiati, a livello locale, da questo o quel partito non proprio col DNA di Centro-Sinistra (anche se poi la stessa operazione con altri, già allora, non la facevano), a sostegno di un candidato di cui Silvio Berlusconi in persona ha detto "porta le mie idee nel Pd" (e l'ultima volta che Berlusconi apprezzò un esponente del Centro-Sinistra, questo esponente si chiamava Walter Veltroni...)

-Gente che un paio di mesi fa condivideva link su link in cui si dava sostanzialmente del "venduto" a Vendola perchè si era alleato col Pd (cosa che di Vendola era sempre stato obiettivo dichiarato, peraltro), vignette con Vendola col cartello "Vendesi", e così via. Le stesse persone che condividevano questi link, ora te le ritrovi dove? Ma ovviamente, nel direttivo del Pd

-Gente che dice di voler portare "rinnovamento", di lottare contro i poteri forti, di sostenere la vera Democrazia. Che s'impegna per un movimento che non ha nessuna Democrazia nemmeno al suo interno, ed è controllato da gente come Casaleggio e Sassoon

Cose strane si vedono, in questa fine estate, nella mia città...

Ad un po di questa gente, sarebbe da dedicare questo video (non per tutto il testo, che c'entra poco, ma essenzialmente per il titolo e parte del ritornello...) 


lunedì 25 giugno 2012

Alleanza Centro-Sinistra con Udc? Io ne so qualcosa

Le cronache politiche nazionali riportano le dichiarazioni di Casini e Bersani su un presunto "patto progressisti-moderati" per le prossime elezioni politiche. Posto che non credo vada in porto (secondo me dalle parti dell'Udc hanno altri progetti...), penso che la questione vada affrontata con attenzione. Senza pregiudizi: è possibile un simile accordo a livello nazionale? Personalmente, avendo provato una simile alleanza nella mia città (dove, attenzione, a mio parere si può dire abbia funzionato! Poi vi spiego perchè. E perchè secondo me a livello nazionale non funzionerebbe, invece), penso di poter dire: io ne so qualcosina... Come ha detto Vendola a Vasto un anno fa: l'Udc ha il nostro stesso progetto per il Paese? Starebbe al nostro fianco nelle battaglie che ci hanno caratterizzato fin'ora? Sarebbe possibile fare un programma comune senza snaturarlo? A Trani, dove la coalizione che ha sostenuto Ugo Operamolla andava da SEL addirittura fino a FLI (per la precisione: PD, IDV, SEL, Verdi, PSI, UDC e FLI, più due Civiche. E però il Centro-Sinistra non era unito: il PD si era spaccato a metà, con l'ala vicina a Boccia e Renzi che aveva presentato il suo candidato Sindaco con una civica, e con l'appoggio di FDS, API e PRI...), la cosa, da quel punto di vista, è anche riuscita bene. Su tutti i temi principali, dalla casa, allo stop ad impianti inquinanti e progetti per soli ricchi, al far rimanere pubblici i servizi pubblici e rilanciare gli spazi sociali, il candidato (che aveva una storia politica comunque di Centro-Sinistra) e la coalizione hanno tenuto posizioni del tutto coerenti con quello che il Centro-Sinistra e la Sinistra hanno sempre sostenuto, senza che l'allargamento condizionasse minimamente in tal senso. Insomma: UDC e FLI nella mia città non hanno in alcun modo snaturato la coalizione, ritenendo che il candidato ed il programma del Centro-Sinistra fossero da sostenere, e non pretendendo di modificarli. E la coalizione è proceduta sempre unita, e la sua "grande larghezza" ad un certo punto si sarebbe persino vista poco se "l'altro Centro-Sinistra" non avesse speso tutta la campagna elettorale a ricordarla di continuo, attaccando sempre, perennemente ed in continuazione su questo tema (polemiche che in qualche modo hanno condizionato anche elettorato e dibattito politico-elettorale, influendo negativamente sulla campagna elettorale di entrambe le parti...). Il risultato, per la cronaca, è stato questo: Operamolla è arrivato al ballottaggio, perdendolo per 400 voti (l'1% degli elettori di differenza), in una città dove 5 anni fa era finita 61%-23% per il centro-destra. E se l'altro candidato di Centro-Sinistra (il seguace di Boccia e Renzi) non avesse deciso di non schierarsi al ballottaggio, chissà. Ora, però, la questione è: a livello nazionale sarebbe lo stesso? Una coalizione che si allarghi a Casini sarebbe coerente, a livello programmatico, con quanto il Centro-Sinistra ha fatto negli anni dell'opposizione al berlusconismo? Sarebbe, questa coalizione, pronta a sostenere una nuova legge sul Lavoro che superi la Legge 30 e riporti l'art.18 a prima di Monti-Fornero (riforma che il PD sostiene di aver votato solo per non far cadere il Governo, ricordiamo)? A riportare i servizi pubblici ad essere pubblici, come chiedeva quel Referendum (vinto, peraltro) che tutto il Centro-Sinistra ha sostenuto? A fare politiche economiche che superino il neoliberismo e redistribuiscano la ricchezza, "modello Hollande"? A fare una politica ambientale che mandi in soffitta tutta una serie di modelli dimostratisi fallimentari? L'UDC, in particolare, sarebbe pronta a sostenere un simile programma, ed un candidato Premier che lo possa rappresentare (senza andare a porre alcun veto di sorta)? Non prendiamoci in giro: No. Le distanze politiche e programmatiche che dividono il Centro-Sinistra dall'UDC a livello nazionale sono forti, fortissime. Ed anche se Casini tenta di smussarle (il fatto che dica che Renzi è più a destra di lui è un segnale, in questo...), è quantomeno complicato pensare ad un'alleanza che non vada a snaturare il tutto. Ragion per cui: perchè perdere tempo in questo modo? Condivido quanto hanno detto Gennaro Migliore e Paolo Cento: Non abbiamo nulla contro un allargamento della coalizione di Centro-Sinistra. Ma bisogna porre i contenuti in primo piano. Se qualcuno li condivide e si vuole unire, bene. L'abbiamo già fatto, e, al di la delle polemicuzze di bassa lega, è andata. Ma con chi, su tutte queste tematiche, a livello nazionale, ha chiaramente idee tutt'affatto diverse e divergenti, come si fa a costruire una coalizione comune? Come ci si presenterebbe agli elettori? In nome di cosa si andrebbe a chiedere il voto? Se la gente deve votare Centro-Sinistra, deve farlo per quelle idee programmatiche sopra elencate. Allargamento va bene. Ma con quei punti a fare da punto fermo. Altrimenti non sarebbe un allargamento, ma uno snaturamento, con il rischio forte di risolversi in un'armata brancaleone. Cari amici del PD, davvero volete questo? L'esperienza insegna: queste cose a livello locale possono funzionare, se e quando le proposte programmatiche coincidono (come a Trani). A livello nazionale, no. Ragion per cui: meglio lasciar perdere.

sabato 18 giugno 2011

La Sinistra e l'eterno gioco del +1

Ma come, la Puglia approva una legge storica, che rende ufficialmente "Azienda pubblica" l'Acquedotto, cancellando l'Spa, ed invece di festeggiare, come si dice a Roma, "si sta a guardà il capello"?
A Sinistra, in una certa tradizione della Sinistra soprattutto, siamo molto bravi a farci male da soli.
Due sono i mali, ormai storici, della Sinistra, specie negli ultimi 15/20 anni.
Da un lato coloro che ritenevano/ritengono che i propri valori siano magari tanto belli, ma che per vincere, chissà perchè, bisogna rinunciarvi, a poco a poco, rinunciando infine anche ad essere Sinistra. Questo modo di ragionare ha portato a strozzare a poco a poco il mio ex Partito (i Ds) ed infine a far nascere il Pd.
Dall'altro i "duri e puri", quelli che non rinunciano mai all'eterno gioco del "+1". Si fa qualcosa? Non va bene. Perchè si vuole di più. E chi quella cosa l'ha fatta, magari, diventa "il traditore". Si tenta un allargamento del fronte per vincere una battaglia? Noooo! "Con quella gente (spesso gente di Sinistra con la quale hai semplicemente avuto divergenze su 1-2 punti) mai! Voglio costruire qualcosa di più!". E chissenefrega se quel "qualcosa in più" che vogliono loro non si può avere, o quantomeno per arrivarci, un giorno, bisogna passare per quel che loro rifiutano. Loro sono i "duri e puri", se tu fai 100 loro "vogliono 101", ed il 100 che fai diventa "poco", e chissenefrega se prima eri zero.
Simili esemplari si trovano in vari contenitori. Ne sono pieni partiti come "Federazione della Sinistra", "Sinistra Critica", "Alternativa Comunista" (????) e simili, che in fin dei conti proprio a questo ragionamento devono la loro esistenza ("Sinistra non mi basta, io sono Comunista e voglio la falce e martello", e chissenefrega se TANTA gente della Sinistra per questo rimaneva lontana). Si fonda su questo il cosiddetto "Movimento 5 Stelle", che di Sinistra non è a dirla tutta, ma da Sinistra pesca la gran parte dei suoi voti (e molti suoi militanti), e che guarda caso nell'ultima campagna elettorale ha assunto come principali obiettivi polemici chi? Berlusconi? Letizia Moratti? Gianni Lettieri? No! Bersani? Neanche! Nichi Vendola e Giuliano Pisapia! E questo è tutto dire. Ma ce ne sono molti anche fuori da questi "contenitori". Li trovi, sparsi qua e la, tra i senza appartenenza (NON tutti i senza appartenenza. E questo vale per tutte le categorie che citerò d'ora in poi), dentro le associazioni, i movimenti, le sigle sindacali (ci sono molti sedicenti sostenitori di Landini che di Landini hanno capito poco-nulla...), qualcuno (pochi) in realtà, purtroppo, lo si trova anche nel mio Partito, che pure è nato sulla rottura con certi modi di ragionare, ma certa gente pare non averlo capito.
E insomma, torniamo alla Puglia.
2-3 anni fa il risultato ottenuto qualche giorno addietro era addirittura impensabile. L'Acquedotto Pugliese nel 1999 era diventato un'S.p.a., con l'obiettivo di privatizzarlo nel giro di qualche anno. E intanto "lo si lasciava morire", con una rete colabrodo ed un bilancio in profondo rosso. Sembrava già "un atto radicale", a suo tempo, aver bloccato la sua vendita nel 2005, e lavorare per risanarlo (operazione riuscita). Era impensabile arrivare a quel che si è raggiunto oggi.
Oggi, "nero su bianco", l'Acquedotto Pugliese è una "azienda pubblica". Il vecchio "Aqp S.p.a." va in pensione. Si costituisce anche l'autorità idrica regionale, che deve dettare le regole sulle tariffe, adeguandole ai redditi, compatibilmente col bilancio dell'Ente. Il tutto il giorno dopo della vittoria al Referendum.
Ci sarebbe di che festeggiare. E invece?
E invece, non ci credo: polemiche!!!!!!! Non voglio nemmeno entrare nel merito di certe questioni, alcune mi appaiono di lana caprina, altre totalmente assurde. C'è chi dice che "il manager scelto dalla Politica non va bene" (in TUTTE le aziende pubbliche è così, la polemica appare persino pleonastica dopo che per l'azienda pubblica hai fatto la battaglia, ma soprassediamo), "vogliamo la gestione ad un comitato di lavoratori" (???), si fa la polemica sulla mancata erogazione gratuita dell'Acqua (che costerebbe 80 milioni che non si hanno, nell'attuale situazione finanziaria). ED IN TUTTO QUESTO IL RISULTATO OTTENUTO PASSA QUASI IN SECONDO PIANO!!
Ma come ragiona certa gente?
E chi questo risultato l'ha conseguito, invece di essere apprezzato per quel che è riuscito a costruire (contro tutto e tutti, in certi momenti. Ricordiamo quanto questa vicenda poteva costargli in fase di ricandidatura, col Pd che nicchiava...), viene attaccato. Perche "noi siamo i puri", e "noi vogliamo di più".
Storie simili, nella vicenda pugliese, non sono nuove.
A Taranto, dove si sono dimezzate le emissioni di diossina, dopo un braccio di ferro infinito con un Governo che non ne voleva sapere (primo nemico di questa legge il Ministro dell'Ambiente...) ed un'azienda che minacciava di lasciare centinaia di disoccupati. Altre leggi definite o in via di definizione su benzoapirene ed altri inquinanti.
...e che succede?
Che c'è gente, guidata da uno (tale Carlo Vulpio ex candidato Idv poi in lite anche con Di Pietro e De Magistris...) che poi finisce a fare l'opinionista principe nel programma di Sgarbi, che attacca la Regione accusandola di non fare quel che sarebbe necessario. Quel che si è fatto, con tanto sforzo? Non vale niente. Ma gli esempi potrebbero continuare.
Gli inceneritori, ad esempio. Vendola chiude tutti quelli previsti dalla parte pubblica (5, enormi, il più grande previsto a Trani, e doveva costruirlo un certo Pino Grossi ora ospite del carcere di S.Vittore...). Su quelli fatti dai Privati (cmq di dimensioni inferiori e diversi) impone la Via, convoca le conferenze dei servizi, ma più di questo, per legge, non può fare. Perchè sono considerati impianti industriali, e quindi la competenza è del Governo.
E per certa gente cosa rimane? Che Vendola sarebbe "l'amico degli inceneritori che fa gli accordi con la Marcegaglia" (fa così ridere, pensando agli scontri nazionali tra i due, che non meriterebbe manco di essere commentato). Ed i 5 che ha chiuso (che ci sarebbero stati a prescindere dagli altri)? E tutti i controlli che ha imposto, costringendo in qualche caso a modificare i progetti ed a rinviarne di anni l'apertura? Ed il fatto che a livello nazionale (cioè nell'unico ambito dove certe cose si decidono) si sia sempre battuto contro? Non conta. "Noi non vogliamo nemmeno quelli (che lui non può impedire, ndr), tu sei traditore". +1, e continua il massacro
Ancora su Taranto: si costruisce un Ospedale pubblico, di eccellenza, dove la Regione ha il controllo totale e detta tutte le regole, spendendo molto meno di quanto si sarebbe speso facendo diversamente (e facendo diversamente bisognava affidare la cosa a Rossana Di Bello). "Eh ma è coinvolto Don Verzè, non mi piace". E scoppia la polemica. Forse si preferiva lasciare Taranto senza una struttura oncologica di cui aveva un ENORME bisogno.
O l'assurdità delle assurdità. Tedesco e Frisullo da altri (NON solo del centrodestra) sarebbero stati difesi a spada tratta fino in fondo. Lui al primo spiffero li ha rimossi, andando anche a scontrarsi col Pd. Unico in Italia a fare cose simili. Eppure? Eppure finisce nella polemica. "Non doveva nominarli sin dall'inizio". E buonanotte a tutti i progressi che, anche in quel campo, si sono fatti. Non valgono niente. Sempre in cerca del "qualcosa in più che non c'è". E mancando quello, sempre all'attacco di chi ti da quello che c'è.
Questo gioco del "+1", questo cercare sempre il capello in chi è dei nostri, questo fare i "duri e puri" (poi sulla "purezza" di chi parla in certi casi, da Grillo in giù, ci sarebbe da parlare). E' qualcosa di antico. Ne fu vittima Enrico Berlinguer, al quale molti cosiddetti "esponenti della nuova Sinistra" (molti di questi oggi stanno nel PDL) cantavano "Beeh beeh Berlinguer", "Il PCI non è qui lecca il culo alla DC", e si organizzava quella contestazione terrificante a Lama nel '77. In questo clima si costruirono le sconfitte degli anni successivi che ci hanno portato a tutte le cose che non sopportiamo oggi.
E' un vizio che non passa, evidentemente. Chi, a Sinistra, tenta di fare cose concrete, di crescere, di avere una Sinistra più grande, diventa il nemico n.1 per questi "duri e puri" che vogliono conservare qualcosa che per loro evidentemente vale più di qualunque risultato.
E non imparano nemmeno da disastri come quello del 2008, che doveva aver seppellito per sempre certe posizioni, e invece...
Non pensiamo, non riteniamo, che queste siano "richieste di qualcosa di meglio a cui dovremmo tendere". A "qualcosa di meglio" già tendiamo. Se non lo si raggiunge è perchè nelle condizioni date evidentemente non lo si può fare.
Queste cose sono un gioco al massacro. Andarci dietro significa farci del male. Rendiamocene conto, e rendiamoci conto di quanto parlare in questi termini non porti a nulla. Isoliamo chi le diffonde. E stiamo attenti. Altrimenti non solo non avremo "101", ma non avremo nemmeno "1". Perchè resteremo a zero per sempre.
Sosteniamo chi tenta, da Sinistra, di fare le cose concrete. Anche se non sono perfette. Chè la perfezione non è di questo mondo. Ma se stiamo a cercare l'1 che manca, invece di valorizzare quel che abbiamo e stiamo costruendo, dimenticandoci di quanto NON sia scontato, facendo sempre l'analisi del sangue, spaccando il capello in 4, beh, come diceva qualcuno, "non vinceremo mai". E non costruiremo più nulla di concreto. Rimarremo con le nostre belle perfezioni ideali. Ma la realtà continua ad andare da un'altra parte.
E allora, come diceva Don Milani, "a che serve avere le mani pulite se le hai tenute in tasca?".
NO ai duri e puri

martedì 16 novembre 2010

Cosa c'insegna la vittoria di Pisapia

Congratulazioni ai Compagni di Milano per aver costruito una vittoria che ha dello storico. Milano che vede prevalere il candidato di SEL è qualcosa che in pochi potevano immaginare. E' successo ed è qualcosa di molto importante. Segna che la Politica può vincere ancora.

Seguendo la campagna tramite le notizie che leggevo sui giornali, quel che vedevo su Facebook, e, in parte, tramite qualche contatto che ho a Milano ed "in zona", ho visto questo risultato concretizzarsi pian piano. E penso che da questa vittoria ci sia molto da imparare.

Innanzitutto: quello che molti chiamano "effetto-Vendola" (il pienone che Nichi riscuote dovunque vada, ormai) ha avuto, indubbiamente, il suo peso. All'iniziativa svolta a sostegno di Pisapia c'era un numero di persone inimmaginabile. E questo di certo aiuta. In un'altra situazione sarebbe stato più complicato.

Altra cosa di cui tener conto è che probabilmente il Pd non ha azzeccato in pieno la strategia. Quando s'è ufficializzato il sostegno a Boeri, leggevo vari iscritti e simpatizzanti del Pd che mugugnavano. La candidatura di Boeri probabilmente ha diviso la base del Pd, favorendoci.

Ma la candidatura di Pisapia ha avuto una sua forza propria, che ne ha segnato il successo. Chi pensa che qualunque candidatura possa essere vincente (e sto vedendo in alcuni questa tentazione) credo abbia capito ben poco di questa vittoria.

Primo: Pisapia rappresentava una candidatura ben radicata sul territorio. A quanto ho visto, non aveva bisogno di "farsi conoscere". La sua attività, personale, professionale e Politica, s'era sviluppata in massima parte a Milano. Ed aveva già avuto modo, in anni ed anni, di essere protagonista positivo e "visibile" di parecchie vicende molto conosciute in Città.

Secondo: Nulla è stato improvvisato. Pisapia correva per vincere, non per "gettare un seme", ed ha costruito sin da subito la sua campagna (avendone i mezzi, politici e "tecnici") in tal senso. Poi vincendo l'ha gettato eccome, un seme, e ben migliore...Ma è un altro discorso. La sua non era una candidatura di rottura, o "d'alternativa", o che mirava a rappresentare "l'altro Centro-Sinistra". Ha costruito una leadership che gli elettori del Centro-Sinistra hanno visto come riconoscibile. E tutto, nella Campagna Elettorale, è stato ben studiato e pianificato.

Terzo: Attorno a Pisapia s'è raccolto un bel pezzo di Sinistra milanese. Non solo era appoggiato da TUTTI i Partiti della Sinistra, e non solo da SEL, ma con lui c'era pure un bel numero di associazioni e movimenti. Non era da solo, è stato capace di aggregare. Ed era un nome che poteva unire ed ha unito. SEL di Milano ha fatto la scelta giusta anche in questo.

Quarto (ma non in ordine di importanza): la frase che Pisapia ha messo sulla sua presentazione ufficiale in vista delle Primarie. "Credo fortemente in una Sinistra che sia capace di dialogare, e penso che oggi il Centro-Sinistra sia il vero motore di cambiamento". Queste parole non solo sono assolutamente coerenti con SEL (e molto simili a quanto dice spesso Nichi), ma sono, per chi vuole essere coerente col progetto di SEL, un assoluto "must".

O SEL è questo, una Sinistra aperta, che punta ad aggregare, che rifugge da ogni settarismo, che considera un valore (e non un compromesso snaturante) il costruire alleanze con chi le è vicino, che fa le cose giuste per vincere, che vuole rendere il Centro-Sinistra il motore del cambiamento, o semplicemente non è.

Questo SEL è stata in tutti i momenti in cui è stata vincente. Questo è stata la candidatura, vincente, di Giuliano Pisapia. Bisogna fare in modo che SEL sia questo ovunque e sempre (correggendo le storture presenti dove qualcuno facesse confusione), ed avrà un grande futuro davanti. Anche perchè l'altra cosa che dimostrano le Primarie di Milano è che il PD, per problemi strutturali (che chi ne aveva avversato la nascita aveva ampiamente previsto, venendo preso per pazzo, ma che forse si sono avverati anche peggio), rischia di lasciare delle voragini. Che qualcuno, per il bene di tutti, deve pur riempire. Magari rendendo il Centro-Sinistra anche più competitivo. Com'è stato in Puglia. Come mi auguro sia anche a Milano. E come, a quel punto, potrebbe essere in tutta Italia.

domenica 15 agosto 2010

Quando la malavita pugliese disse: "Vendola ha le ore contate"

Una storia risalente al '93, che molti della mia generazione magari non conosceranno, appunto per ragioni anagrafiche.

Una storia che andrebbe maggiormente conosciuta, per capire meglio chi è Nichi Vendola.

Questo l'articolo preso dall'archivio de "La Stampa", che ringrazio per permetterci di mantenere viva la memoria (cliccare link).

"La prima voce e' arrivata da Trani dice Vendola . Un compagno che ha dei contatti con la malavita locale mi ha avvisato: "Il vostro onorevole ha le ore contate", gli hanno detto". Grazie a Dio quei criminali avevano "sbagliato i conti", e Nichi è ancora qui.

Allora come oggi, lottava per il bene della nostra terra, nonostante la paura, che lui stesso ammetteva: "So che non sono tranquillo quando attraverso la strada, so che mi viene il batticuore quando chiamo per nome i miei nemici. Ma so anche che la paura non puo' essere uno scudo per nascondersi e per tacere". Allora come oggi, aveva nemici anche qui: "Tra i deputati pugliesi ce ne sono alcuni che ho definito la nomenklatura della vergogna. Frenano, minimizzano, parlano di lotte di paese. Sono loro i veri nemici: negano la mafia, la proteggono con le loro menzogne".

"Do' fastidio a molti". Questo senza dubbio. Grazie Nichi. Per aver dato fastidio a tanta gente. E perchè la tua storia dice chi sei. Anche in certi momenti in cui qualcuno tenta di buttarti addosso tanto fango. Non cambiare

domenica 29 novembre 2009

E meno male che erano cambiati

Nei mesi che hanno preceduto le Primarie, era tutto un refrain: “se vince Bersani, sarà un PD diverso”. “Sarà un PD spostato più a Sinistra, che avrà la Sinistra come primo interlocutore”. E via di seguito, con tante parole al vento per convincere chi nel PD di Veltroni-Franceschini non si era riconosciuto, o ne era deluso (un numero crescente, guardando alle ultime Europee), che questa era la volta buona, che valeva la pena di buttarsi su Bersani, e così via. Ed anche se i più accorti avvertivano, “nessun Bersani ci salverà”, pur dandogli comunque un’apertura di credito, la processione verso il “nuovo PD di Bersani” procedeva inarrestata, ancor più dopo la sua elezione.
Oggi quanto accaduto in Puglia ci dimostra, purtroppo, che è cambiato ben poco. Che Bersani voglia fare delle alleanze, aprendo anche alla sua Sinistra, è vero. D’altronde, dopo l’ubriacatura di “autosufficienza” veltroniana, nemmeno Franceschini era più contrario a questo. Che si sia “spostato a Sinistra avendo la Sinistra come primo interlocutore”, è clamorosamente smentito.
Nella linea politica del PD, nelle sue proposte programmatiche, è cambiato ben poco (checchè ne dica Rutelli, evidentemente in cerca di visibilità personale dopo la sberla alle Amministrative di Roma). Proposte particolarmente nuove, rispetto alla precedente Segreteria, non se ne vedono. Nella sua collocazione internazionale e nei suoi rapporti con le Parti Sociali, assolutamente nulla, almeno rispetto a Franceschini (con Veltroni forse era un po peggio). Ma quanto agli “interlocutori”, peggio che andar di notte!
L’allargamento dell’alleanza in Puglia era un obiettivo condiviso da tutti, o quasi. Ma lavorare ad un allargamento è un contro. Strisciare ai piedi dell’UDC un altro. Vendola ha fatto di tutto per permettere che l’alleanza si allargasse. Ha sostenuto convintamente gli apparentamenti alle Amministrative. E’ stato disponibile ad allargare la Giunta sin da luglio. Ha dato massima disponibilità a tutte le forze politiche per discutere delle proposte programmatiche per i prossimi 5 anni. E’ stato, ed è tutt’ora, anche disponibile alle Primarie, se qualcuno ritenesse ci siano nomi migliori del suo. L’UDC non ha fatto altro che chiudergli la porta in faccia.
Di fronte a questo, andare avanti per la propria strada è il minimo, per chi abbia un minimo di dignità. Non si tratta di una persona che ha preso la stizza di candidarsi. Si tratta del Governatore uscente. Ha diritto a giocarsi la partita. Quantomeno alle Primarie! Di questo, con qualche malumore, sembrava essersi convinta la stessa Segreteria Regionale del PD, che non più tardi di una settimana fa comunicava “sosterremo Vendola”. Si, come no.
E’ bastato un intervento di D’Alema (evidentemente il vero Segretario del PD, altro che Bersani) per capovolgere la situazione (almeno così pare, a leggere tutti i giornali. Poi dall’interno del PD giungono mille voci contrastanti, che a sentirle tutte si diventa matti). La priorità? Allearsi con Casini. E chi se ne importa del resto. Del fatto che l’UDC non ha mostrato nessuna disponibilità ad un dialogo vero, nessun rispetto verso un interlocutore, il Centro-Sinistra pugliese, che ha una sua leadership, e che per giunta è disposto a metterla in gioco (a condizione di far decidere il Popolo), e che nelle sue argomentazioni mostra un’ipocrisia che sarebbe esilarante se non fosse tragica (“chi ha rappresentato una stagione politica non può rappresentarne un’altra”, dice Buttiglione a proposito del fatto che Vendola ha guidato il “vecchio Centro-Sinistra”. Ma nei ballottaggi di Bari e Taranto, quando hanno appoggiato il Sindaco ed il Presidente della Provincia uscenti, non la pensavano così). Né del fatto che scaricare Vendola significherebbe dar ragione, di fatto, al PDL, che avrebbe poi gioco facilissimo a giocarsi la cosa in campagna elettorale, sostenendo (a questo punto neanche così a torto) che il Centro-Sinistra pugliese s’è bocciato da solo. Soprattutto, chi se ne importa del fatto che così si distrugge una delle più belle esperienze politiche degli ultimi anni (ma forse questo a qualcuno neanche dispiace?). Tutto a dispetto della stessa base del PD, che ha mostrato tutt’altra opinione, ma che evidentemente, a Primarie chiuse, non conta più nulla.
Non si pensi, da parte di chi non vive in Puglia, che questa sia una vicenda locale. Non è per nulla così. E non solo perché Vendola è, di fatto, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà. Qui è in gioco la dignità politica della Sinistra, tutta. E’ questo che viene calpestato, in Puglia, dal PD di D’Alema. Che ha dimostrato quanto e come non concepisca nessun rispetto, nessuna dignità politica, per noi. Oltre che per la stessa base del suo Partito.
E meno male che erano cambiati.

giovedì 17 settembre 2009

Vendola merita delle scuse

Per tutta l’estate, Nichi Vendola è stato esposto al tritacarne mediatico del Tg1, de “Il Giornale” e di altri media ad essi simili, e del centrodestra, in relazione a vicende con le quali non c’entrava nulla. A questo gioco al massacro, a un certo punto, si sono unite anche alcune parti del Centro-Sinistra (col chiaro scopo di giocare contro la sua ricandidatura), ed alcuni giornalisti che non siamo propriamente soliti annoverare tra quelli “di regime” (anzi…).
Il fatto: com’è ben noto, s’è aperta, a Bari, un’inchiesta su Escort e Corruzione, e sul mondo che girava attorno all’imprenditore Tarantini. Dopo una prima fase, in cui erano coinvolti soprattutto gli esponenti del centrodestra (tra i primi indagati Tato Greco, coordinatore del braccio elettorale pugliese di Fitto “La Puglia prima di Tutto”), qualche ombra s’è allungata anche sull’altro schieramento, in particolare su un paio di Assessori. Uno di essi, Alberto Tedesco, era stato già rimosso tempo addietro, appena ci fu qualche “spiffero” sul suo conto (ed il PD l’aveva “consolato” traghettandolo al Senato). L’altro, Sandro Frisullo (primo degli eletti dei DS nel 2005, Vice-Presidente della Giunta, potente soprattutto nel Salento), non volendosi dimettere, costringe Vendola ad azzerare la Giunta ed a farne una nuova, cosa che gli attira le ire del PD.
Qualcuno, in particolare gli esponenti del PDL stesso (senza vergogna) e certi organi di stampa ben noti, tenta, a quel punto, di tirarlo in ballo. Chiacchiere, insinuazioni, anche accuse esplicite, si sommano una sull’altra, dando a molti impressioni distorte (e coprendo perfettamente al tempo stesso, agli occhi della gente, quelli che erano coinvolti davvero, soprattutto gli esponenti della stessa destra Pugliese). Con qualche spiffero che comincia a venire anche dal “fuoco amico”.
Poi succede che, in seguito ad un paio di episodi malgestiti da chi di dovere, e prontamente strumentalizzati da coloro di cui sopra, Vendola decida di esprimere delle civili critiche, segnalando come alcune leggerezze commesse da chi di dovere possano diventare strumento per chi ha voglia di intorbidire le acque…E allora, apriti cielo! “Vendola vuole intimidire il PM”! “Vendola come berlusconi” (questa è grossa, e basti vedere quanto accaduto negli ultimi giorni per capire quanto, ndr…)! “Ha qualcosa da nascondere, vedrete che il suo nome comparirà presto”!
Il polverone, insomma, s’è mangiato i fatti. Qualcuno chiede al CSM di “tutelare il PM dal Vendola cattivo”. E gli attacchi di Italia Dei Valori, Prc e qualche settore del PD diventano ormai vergognosamente indistinguibili da quelli dello stesso PDL. Per un mese la gogna mediatica non lo risparmia, nonostante, di fatto, non ci sia un suo coinvolgimento a nessun titolo.
Poi però s’arriva anche il momento in cui i fatti parlano da soli.
L’inchiesta arriva ad un approdo, a definire le persone che vi siano realmente coinvolte. E Vendola non è coinvolto, in nessun modo, checchè se ne dica. E neanche Sinistra e Libertà. Anzi, è da ricordare come il filone dell’inchiesta riguardante la Sanità sia partito da un’inchiesta interna alla Regione Puglia richiesta dallo stesso Nichi Vendola e dal suo nuovo Assessore alla Sanità, dopo la sostituzione di Tedesco. L’inchiesta riguarda il centrodestra e qualche settore del PD. Non Vendola, in alcun modo.
E quanto alla famosa “lettera”, il CSM pochi giorni fa ha respinto la richiesta di “tutela” per il destinatario della stessa. Perché, cito testualmente, “Vendola non ha leso l’indipendenza dei giudici”. Punto. E tutti i meschini paragoni di certa gente vanno a farsi benedire. Quando ci sono i veri attacchi, il CSM non si fa certo pregare.
Si è imbastita, per un mese, una campagna di bugie contro un uomo perbene, che ha fatto sempre della questione morale la sua bandiera, pagando per questo anche prezzi politici alti (paradigmatica appunto la vicenda dell’azzeramento della Giunta. Qualsiasi altro Governatore non avrebbe fatto altrettanto, impantanandosi in una lite col maggior partito della coalizione). Che non solo non ha colpe, ma s’è comportato in maniera impeccabile, anche in questa vicenda. Una campagna costruita sul nulla, e le cui balle sono smentite, ora, in maniera incontrovertibile, dai fatti.
Vendola meriterebbe delle scuse.

lunedì 26 gennaio 2009

Un mondo da interpretare

"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita"
(Enrico Berlinguer)

Scusate l'interruzione. Negli ultimi tempi ho avuto poco tempo da dedicare a molte cose, ed il blog è stata una di queste. Mi auguro di rimediare.

La guerra tra Israele e Palestina pare finita, finalmente. Ma per settimane abbiamo assistito ad un gigantesco massacro. La mia posizione l'ho espressa nel precedente post, e non sto qui a ripeterla, mi sembra abbastanza chiara. Quel che aggiungo, a guerra svolta, è che il Governo Israeliano ha fatto qualcosa che definire "reazione sproporzionata" è davvero dire poco. Certe immagini sono qualcosa di raccapricciante per qualunque coscienza, ancor più per quella di chi, come me, il diritto di Israele all'esistenza non l'ha mai messo in dubbio. C'è qualcosa che si chiama "crimine di guerra". Le stragi deliberate di civili, con teste di bambini che cadono in terra ed impossibilità assoluta di scappare, sono qualcosa che violano questo limite.
La fine delle ostilità lascia una striscia di Gaza che è un cumulo di macerie, con Hamas più forte che mai (almeno così temo), ed un numero esorbitante di ferite che sarà dura rimarginare.
Mentre qui da noi, a fronte di una bella manifestazione per la Pace svoltasi ad Assisi ed organizzata da Arci, Tavola della Pace, SD, Sinistra e varie Associazioni, c'erano da un lato manifestazioni "con Israele senza se e senza ma" dove si giustificava ogni cosa e si lanciavano slogan deliranti come "Israele è il nostro avamposto contro il nemico islamico che avanza" (e sta cazzata l'ha detta un ex Ministro della Repubblica Italiana, attualmente con un ruolo di primo piano in Parlamento nel PDL...), dall'altro molti hanno ripreso a scambiare la giusta lotta per dare alla Palestina uno Stato ed ai Palestinesi la possibilità di vivere bene, con un dover agitare l'odio verso gli altri, con gli inquietanti inviti (lanciati da qualcuno a Roma) a boicottare i negozi delle comunità ebraiche (roba che mi ricorda tristi vicende che anche l'Italia ha vissuto!) ed un antisemitismo strisciante che si risveglia...

Dare la Pace a questo Mondo è una sfida difficile. Parte importante di quella sfida difficile che rappresenta una delle cose più complesse di quella "prova che può riempire degnamente una vita" che Enrico Berlinguer richiamava.

Adesso però pare che il Mondo sia cambiato. Qualcosa è cambiato sicuramente. Magari non quanto spera qualcuno. Sto parlando, penso si sia capito, del fatto che è arrivato Obama.
La sua Presidenza è un'altra cosa che richiede più lavoro interpretativo di quel che sembra. Quando scrissi il post pre-elettorale, a qualcuno sembrò che io volessi fare il bastian-contrario. Non è certo così.
I cambiamenti sono evidenti. Nelle parole e nei fatti. La chiusura di Guantanamo toglie al Mondo una delle sue vergogne. L'intenzione di lasciare l'Iraq e di cambiare strategia in Afghanistan (Biden ha detto che bush gli ha lasciato un macello...La logica conseguenza penso sia che la strategia vada cambiata...), le parole di critica al mercato, l'intenzione di sottoscrivere Kyoto, di lanciare le rinnovabili, di costruire un sistema sanitario pubblico (anche se su quest'ultima lo aspetto al varco...) sono cose che, per quel Paese, rappresentano un punto di discontinuità netto, che sarebbe stupido non apprezzare (al di la poi del valore simbolico della sua vittoria, in un Paese che 40 anni fa ammazzava Martin Luther King). Il paragone con bush (che NON mi mancherà!), poi, rischia di essere persino impietoso.
Ma se sbaglia chi chiude gli occhi di fronte a tutto questo (ed in Italia qualcuno lo fa, qualche "estremista", ma anche una buona parte di una destra che non vuol vedere quanto tutte le sue parole d'ordine siano messe in disparte).
Ma al tempo stesso sbagliano quelli che ne vorrebbero fare "il modello a cui si deve ispirare la Sinistra in Europa". Sbaglia perchè lo decontestualizza, perchè fa mille errori concettuali. E perchè, non rendendosi conto di quel che dice, finisce per togliere valore alla stessa vittoria di Obama, che è meravigliosa soprattutto perchè è giunta lì.
Molte delle cose che si annunciano (e che avrà cmq difficoltà a fare, dovrà lottare contro tutte le resistenze del suo Partito, che è pieno di gente, diciamo così, "moderata", e molti di loro è stato costretto a prenderseli nel suo Governo...), se per gli Usa sono un cambiamento straordinario, in molti Paesi d'Europa sono cose acquisite persino dalle forze conservatrici (e fino ad una quindicina d'anni fa era così anche in Italia...). E allora magari non colgono la vera lezione data dalla sua vittoria: quella di avere il coraggio di essere se stessi, di fare proposte radicali (quando sono giuste), di non rincorrere le destre sul loro, disastroso, terreno. Tutte cose che molta gente ha dimenticato come sia possibile fare.
In ogni caso, il suo arrivo, e la fine del bushismo, mi auguro portino al Mondo un superamento di una logica che negli ultimi 20 anni (e non solo) è stata predominante. Quella dell'uso della forza. Della sopraffazione. Del "diritto naturale". Qualcuno ha detto che la guerra tra Israele e Palestina sia finita perchè arrivava lui. Francamente non credo che sia così, ma voglio sperare che in qualche maniera possa incidere il fatto che il Paese più potente del Mondo non sia più guidato da guerrafondai puri ma da una persona che dice di porre al primo posto il dialogo...Vedremo!

Ma di cose da sbrogliare ce ne sono tante anche in casa nostra...

La banda dei venduti (Cisl-Uil-Ugl) ha firmato, con Confindustria e Governo, una "riforma del modello contrattuale" che a me, da futuro lavoratore (si spera!) fa PAURA. Riduce le garanzie dei lavoratori praticamente dapertutto. Si sa, il lavoratore, nella contrattazione, è la parte debole. Più i lavoratori si uniscono, più forza hanno, e più possono ottenere. Beh, questa "riforma" (Sic!) che fa? Toglie alla contrattazione nazionale buona parte del suo "peso", la riduce a mera contrattazione "regolativa", delegando il resto azienda per azienda, se non al contratto individuale (cioè "te la vedi da solo"). In più, cancella molti degli strumenti, già insufficienti, atti ad adeguare i salari all'inflazione.
Facile capire in cosa si tradurrà tutto questo: SALARI ANCORA PIU' DA FAME DI QUELLI DI OGGI. Che già sono bassissimi. Un'assurdità!
In tutto questo, la CGIL è l'unica a fare la cosa giusta, non firmando. E beccandosi le critiche di mezzo PD, più gli "auspici" di Veltroni perchè "si riesca a comporre l'accordo". Come se ci fossero divergenze di piccolo cabotaggio!
D'altronde, come segnala un bell'articolo di Tania Passa sul sito di Articolo 21, ai convegni organizzati dal PD gli inviti vanno a: 1) Confindustria 2) CNA 3) CISL. Il loro mondo è quello. Disgrazia ha voluto che siano, con Di Pietro, gli unici dell'Opposizione in questo attuale Parlamento (cosa che va modificata quanto prima).

Scene simili si sono viste sul Federalismo Fiscale. Una legge che toglie al Sud e da al Nord, in qualunque maniera la giri e la volti. Questo articolo, scritto dall'ex Sottosegretario all'Economia Alfiero Grandi, spiega, brevemente ma chiaramente, quanto sia folle approvarlo.
E PD ed Italia dei Valori in Senato che hanno fatto? SI SONO ASTENUTI!
E questa sarebbe un'Opposizione???

Invece di affrontare i problemi, sbrogliare le situazioni, combattere le cose sbagliate, preferiscono accodarsi, astenersi, rincorrere la destra e persino la Lega?

O la questione è un'altra, e riguarda il fatto che il PD, preoccupato dai sondaggi che lo danno in caduta libera, tenti di "coprirsi a Sinistra" con uno sbarramento che spera gli faccia salvare i suoi voti, e per questo è disposto ad inciuciare col Governo in maniera vergognosa?

Perchè una cosa poco chiara, nel loro comportamento, c'è: come mai tanta debolezza su questi temi, e tanta energia per promuovere il cambio della Legge Elettorale Europea in zona-Cesarini? Con interventi di qualche fedelissimo di Veltroni che si susseguono ogni giorno?

E' a questa gente che ci si dovrebbe affidare? Specie contro uno sgoverno come questo, che toglie ai poveri per dare ai ricchi, toglie al Sud per dare al Nord, si accanisce contro i più deboli (vedi immigrati), taglia i servizi pubblici a tutto andare? Dovrebbero combatterlo questi qui? Che pare adesso vogliano accordarsi pure sulla Giustizia (con un Governo guidato da un pregiudicato)?

E lasciamo perdere, per carità di patria, le boutade del Governo stesso, che vuol far credere di aiutare i poveri dando ai ricchi (e tagliando le tasse ai ricchi e favorendo gli evasori fiscali), di "far risorgere il Sud" tagliandogli le risorse, di "fare una Scuola migliore" tagliandole i fondi, di risolvere le cose con un pasticcio come la Social Card...

Essenziale ed urgente, quindi, si rivela ancor di più la ricostruzione della Sinistra. Una ricostruzione che sta partendo. Stamattina ho sentito le parole di Nichi Vendola al seminario di RPS. Ha detto le cose che qualunque persona di buonsenso vorrebbe sentire. A lui ed alla sua componente di Rifondazione costa fatica, questo processo. So cosa vuol dire fare una scissione. Noi di SD ci siamo passati un anno e mezzo fa. E' doloroso, ti lascia un vuoto dentro. Ma al tempo stesso, quando è necessario sarebbe ancor peggio non farlo. L'urgenza della ricostruzione della Sinistra non poteva aspettare le pene di chi pensa di risolvere tutto con una Falce e Martello (simbolo che andrebbe salvato da questa gente che ne rovina la storia), di chi non vuole l'unità perchè c'è "il tema della rivoluzione", di chi ha nostalgia del muro di Berlino.
Se aspettavi in eterno questa gente, non l'avresti costruita mai, la Sinistra. E non si può più aspettare. Il Paese ne ha bisogno, di una Sinistra seria, che non rinunci ad essere se stessa ed al tempo stesso non si chiuda in piccoli cantucci ormani nemmeno così sicuri.
Questo percorso vedrà in febbraio gli appuntamenti di consultazione popolare. Le "Primarie delle idee", in cui sarà la gente a definire i tratti identitari della Sinistra Italiana. Le priorità che dovrà affrontare. Le caratteristiche che dovrà avere.

E' urgente. Perchè la frase di Berlinguer è vera ancor più oggi di allora. E non si può rinunciare a quella sfida per morire di moderatismo, come il PD, o di feticismo del simbolo, come Ferrero. E soprattutto non può permetterselo il Paese, che del ritorno della Sinistra ne ha un bisogno, quello si, estremo.