lunedì 22 dicembre 2008
La Sinistra ha le mani pulite
A dire il vero non è che fosse mai passata, considerato che c'è un plurinquisito a capo del Governo, c'è un Sottosegretario che è noto per essere il rappresentante del Clan dei Casalesi, ed il Partito di maggioranza relativa attuale è pieno zeppo di condannati per reati di vario tipo, dalla corruzione alla mafia.
Ma quel che accade oggi fa notizia. Perchè colpisce il PD. Quell'armata brancaleone sembra aver perso qualunque punto in comune con la migliore eredità storica e le migliori tradizioni che portavano in dote i DS (mio ex Partito). E quindi, oltre ad avere una linea politica raffazzonata e confusa, essere incapace di fare Opposizione in maniera decente e quant'altro, da qualche giorno lo si scopre anche vulnerabilissimo alla questione morale.
In questo clima, una cosa la rivendico con orgoglio: LA SINISTRA HA LE MANI PULITE.
In questa bufera non c'è coinvolto NESSUN esponente nè di SD, nè della nuova forza politica della Sinistra che stiamo costruendo.
Posso dirlo forte: io sto con gente perbene. Mi auguro che il Popolo Italiano torni a premiarle.
domenica 14 dicembre 2008
Il Popolo ha parlato. Adesso lo si ascolti
Dal palco, un intervento dopo l'altro, tutti della Base, del "Popolo della Sinistra", dei semplici Compagni. Un messaggio che praticamente tutti li accomunava: Fate il Partito. E fate presto.
Ancor più netta la platea, che ha urlato più volte "Partito! Partito!".
Se era la volontà della Base, del Popolo della Sinistra, che si aspettava, beh, eccola. Adesso la rispetti e la si segua, e bando ai tatticismi.
Abbiamo bisogno di un soggetto politico che torni a scaldare i cuori della gente. Non ci servono il rimanere divisi o dei cartelli elettorali senz'anima (che tra l'altro tutti i Segretari dei 4 Partiti rifiutano). E non ci serve appoggiarci ad altri Partiti che di Sinistra non sono. Non è questo, che la gente vuole.
Peraltro, anche a livello "strettamente politico" il progetto suscita interesse. Tra i Verdi (In platea, oltre a Cento ed altri che hanno lanciato l'appello del 7 Novembre, c'era anche Grazia Francescato, che ha poi dichiarato che ad un progetto politico direbbe di si), ed anche tra una parte degli aderenti al PS (anche se non a Nencini). Ma sempre in presenza di un progetto vero, che vada avanti in maniera concreta. Non di cartelli confusi senza progetto reale, riproposizione del soggetto confuso travolto (e ne porto personalmente ancora i segni nell'animo) il 14 Aprile.
Il nuovo soggetto deve esserci, ed esserci in maniera concreta. E deve essere rappresentato nelle prossime scadenze. Come nuovo soggetto, l'unico che decide (ed è legittimato a farlo) di rappresentare "La Sinistra" in quanto tale (non sue parti o cose diverse), non come altro. Un Partito della Sinistra.
Questo ha chiesto, a gran voce, la nostra gente.
Il Popolo ha parlato. Adesso lo si ascolti.
mercoledì 10 dicembre 2008
Sciopero Generale
Thyssenkrupp, un anno dopo
Bruciarono vivi.
L'episodio fu paradigmatico di un'amara realtà che attanaglia il nostro Paese, quella delle Morti sul Lavoro. Più di 1000 l'anno. Il doppio degli omicidi.
Negli ultimi giorni non ho potuto non notare con piacere come all'anniversario sia stata dedicata molta attenzione, con specifiche trasmissioni di Ballarò e di L'infedele.
Ci sono cose che fanno gelare il sangue. L'azienda, la stessa che ha lasciato morire sette dei suoi lavoratori in questa maniera ORRENDA, non facendo nulla per garantirgli la sicurezza che meritano, fa tanti utili da farmi, personalmente, schifo. 3 miliardi di Euro nell'ultimo anno. L'economia di una Regione tra le più ricche. E con tanti soldi, non si degnavano di ricaricare gli estintori.
Le 7 famiglie distrutte, poi, sono qualcosa che dovrebbe indignare ben più di quanto fa.
Si dice che da allora, qualcosa è cambiato. A Ballarò (dove era presente il Presidente di Confindustria Siciliana, quello che espelle i suoi colleghi che pagano il pizzo...Magari gli imprenditori italiani fossero davvero come lui. L'eccezione conferma la regola, purtroppo), a L'Infedele, si diceva che qualcosa era cambiato anche nella cultura d'impresa. E sicuramente in quella istituzionale. Ma è davvero così?
Ripenso ad alcune cose che ho visto, da un anno a questa parte, dopo la tragedia. In quei giorni, proprio a Ballarò, furono spesso presenti vari esponenti della dirigenza nazionale di Confindustria. La loro prima preoccupazione non era quella di fare autocritica, di rendersi conto di cosa nel loro mondo era MARCIO (perchè una cosa è certa, il pesce quando puzza, puzza dalla testa. E quindi se c'è una tale piaga, le cause vanno ricercate nel manico), cosa era da correggere. Macchè! La loro unica preoccupazione era quella di non far si che quell'episodio non spingesse il Governo a dare ai lavoratori un po di precarietà in meno e qualche diritto in più! "Un irrigidimento del mercato del lavoro", come lo chiamano loro...Della Valle (che passa per progressista...Sic!) liquidò la questione dicendo che bisognava semplicemente aumentare i controlli...
Quando Damiano fece il minimo che poteva fare, una legge che quantomeno puniva in maniera più severa chi non rispettava le norme di sicurezza, Montezemolo&c. sono letteralmente insorti, e con essi l'allora Opposizione (oggi maggioranza)...Mentre sul resto, su un'abolizione del precariato per i lavori pericolosi (cosa che Damiano aveva promesso su spinta della Sinistra), su maggiori investimenti ecc. non s'è visto nulla (ok, il Governo Prodi è caduto...Non so cosa sarebbe successo, altrimenti...).
Dopo che ci si era tanto sgolati, nel dire che lo Straordinario uccide, che l'eccesso di ore lavorate rendeva matematico un aumento degli infortuni, una delle prime cose fatte dal nuovo Governo è stata quella di incentivare gli straordinari (con risultati ridicoli, peraltro, ma questo è un altro discorso).
Quando la Thyssen ed i suoi Manager sono stati rinviati a giudizio per omicidio (cosa che a me sembra davvero il minimo! Ha ragione la sorella di una delle vittime, che ha detto a Ballarò che questa gente merita una condanna a vita, come quella che hanno subito i lavoratori, che la vita l'hanno persa, ed i loro familiari, che se la son vista rovinata!), allora apriti cielo! I magistrati sono stati attaccati da Confindustria, dal Governo, e anche da vari "pensatori" (Sic!), tra cui un cosiddetto "ex collaboratore di Marco Biagi" (che secondo me si rivolta nella tomba, essendo anche lui vittima di omicidio...), che ha definito la cosa "assurda" ed ha dichiarato al Corriere della Sera (questo è solo il link su cui ho ritrovato l'intervista) che "così si trasformano i manager in criminali"!
La legge di Damiano che ha inasprito le pene per mancato rispetto delle regole sulla sicurezza (legge che un po ha funzionato, dato che nell'ultimo anno le morti sul lavoro sono calate, anche se ancora troppo poco...), è continuamente sotto attacco di Sacconi, che da mesi annuncia di volerla cambiare.
Ed alla fiaccolata in memoria delle vittime di Torino, Governo assente, Confindustria assente, Unione Industriali di Torino assente.
Siamo proprio sicuri che la lezione che ci è stata data dalla tragedia della Thyssenkrupp, come da tutte le tragedie che si ripetono OGNI GIORNO, sia stata recepita, abbia realmente portato una nuova e più giusta cultura?
Un anno fa accolsi con rabbia la notizia della tragedia. A questa rabbia, adesso, si aggiunge quella che provo ora, nel vedere quante cose continuino a non cambiare, mentre chi Lavora continua a morire!
Riposate in pace, eroi.
WWW.CADUTISULLAVORO.IT
sabato 29 novembre 2008
In alto a Sinistra
Ieri ed oggi ho partecipato a due iniziative in tal senso, tenute a Bari. La prima è stata quella organizzata da Sinistra Democratica Puglia, che ha visto la partecipazione del nostro Coordinatore Nazionale Claudio Fava, per dare nuova spinta al nuovo soggetto. La seconda, in cui è intervenuto anche il Presidente della Regione Vendola, era più "strettamente barese" (ho fatto un po l'ospite!), ed era la costituzione dell'Associazione "La Sinistra per Bari", il cui slogan era "in Alto a Sinistra", titolo già usato da noi a Chianciano per il nostro Congresso Nazionale, ad indicare la volontà di riportare la Sinistra dove merita. In alto.
Entrambe le iniziative hanno visto una partecipazione alta, al di sopra delle aspettative. La cosa fa ben sperare: la gente ha ancora voglia di partecipare. Ha ancora voglia di Sinistra.
Noi di SD di Trani abbiamo fatto un pubblico appello perchè si possa procedere in questo senso anche a Trani. Nei prossimi giorni si dovrebbe cominciare a fare qualcosa in tal senso. Mi auguro che possa partecipare tanta gente che magari s'è allontanata dalla Politica (e dalla Sinistra) in passato. E' ora, come abbiamo scritto nel Comunicato, che si riprendano il loro posto.
domenica 23 novembre 2008
Ciao, Sandro
Ieri Sandro Curzi ha lasciato questo mondo terreno. Una grande perdita da tutti i punti di vista. Un maestro di giornalismo e di televisione, un esempio di militanza, di passione (per ideali simili ai miei), e di onestà.
Oggi sono in molti a rendere onore alla sua memoria. La cosa mi fa piacere, perchè lui se lo merita. Spero che siano in molti a cercare anche di seguire il suo esempio. Perchè di gente come lui c'è estremo bisogno, in questo Paese.
Ciao Sandro. Ci mancherai.
venerdì 7 novembre 2008
A Castelvolturno in tanti contro la camorra. Da Castelvolturno per cominciare a ricostruire la Sinistra
Tratto da Sito Nazionale SD
“La camorra è una montagna di merda.” Segnalata anche da questa frase secca, che riproduce l’antico ma sempre vivo, e vero, grido di battaglia di Peppino Impastato contro la mafia, si è tenuta a Castelvolturno l’iniziativa di Sinistra democratica contro la camorra. Una iniziativa che esprimeva, insieme, anche una esortazione e una speranza : “Facciamo neri i camorristi”.
Castelvolturno, una terra di frontiera impastata di paura e violenza, dove lo stato può essere solo nemico o tutt’al più estraneo, e comunque un’entità di cui si fa fatica a percepire presenza e poteri. Anche adesso, con la presenza dei militari in mimetica e armi spianate agli incroci che portano in città.
Qui, nel cuore del sistema di potere dei casalesi, dove si è scatenata la violenza feroce dei loro gruppi di fuoco, da ultimo con la strage efferata che ha mietuto le vite di sei immigrati, Sinistra democratica ha voluto testimoniare la propria vicinanza a Roberto Saviano e l’impegno per la legalità e la democrazia in una terra martoriata dalla criminalità .
Un impegno non semplice, che produce già in mattinata le prime reazioni: manifesti bruciati o imbrattati con scritte volgari contro Roberto Saviano nella vicina Villa Literno.
Eppure, come forse non ti aspetti, nella piazza principale davanti al municipio di Castelvolturno non si vedono ombre ma persone in carne ed ossa, militanti di Sd, da Napoli e da tutta la Campania, e persino una trentina di compagni e compagne che arrivano dai Castelli romani, ma anche semplici cittadini. E qualche provocatore, che ancora vorrebbe impedire di affiggere i manifesti che annunciano la manifestazione.
La sala del consiglio comunale è presto piena: c’è risposta. Il timore, non del tutto infondato, che una terra di camorra sia off limits per un’ iniziativa democratica si dissolve.
Ci sono, e portano la loro testimonianza, diversi amministratori locali della zona. C’è l’accusa forte, vibrante, di Rosalba Scafuro, assessore di Sd nella giunta di Castelvolturno fatta segno di atti di intimidazione nei giorni scorsi, che denuncia la pervasività del sistema camorristico fatto anche dei mille rivoli delle attività economiche sul territorio, con le quali è pressoché impossibile non entrare in qualche modo in contatto. Un sistema che condiziona, impone balzelli, inquina la vita delle persone senza che sia possibile resistere se non si ha alle spalle la presenza dello stato, di istituzioni credibili, di amministratori liberi.
Il capogruppo regionale di Sd, Tonino Scala, rivendica la battaglia contro l’esclusione sociale, che passa in Campania dalla difesa del reddito di cittadinanza minacciato dai tagli al bilancio regionale, come momento fondamentale del contrasto alla criminalità organizzata .
E ancora, il prof. Amato Lamberti, della direzione regionale di Sd, già presidente della provincia di Napoli, parla della miopia che porta a presumere di combattere la camorra con l’invio di militari. Più che un valido sistema di contrasto, l’ espressione di un forte deficit culturale e della sottovalutazione del nesso inestricabile tra criminalità e degrado sociale. Paolo Beni, presidente dell’Arci, ricorda invece il valore del lavoro come garanzia di libertà e autonomia delle persone, attuazione vera dei principi di solidarietà sociale garantiti dalla Costituzione repubblicana e antidoto alle forze dell’ antistato.
Roberto Natale, presidente della FNSI, suscita commozione e un lungo applauso quando ricorda la figura di Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino caduto sotto il piombo della camorra a ventisei anni, nel 1985. Natale afferma che l’Italia è l’unico paese dell’occidente in cui si verifica un attacco costante e violento della criminalità contro il giornalismo e la libera informazione. Una stampa indipendente, una informazione che non sia vassalla del potere politico costituiscono per Natali il vero presidio democratico contro i poteri malavitosi. Il presidente della FNSI ricorda ancora la domanda angosciata di Rosaria Capacchione, la cronista della redazione casertana del Mattino, più volte minacciata e che vive sotto scorta, che si chiede perché fosse l’unica giornalista presente in aula a seguire il processo dei casalesi, mentre ai processi che riguardano i fatti di cronaca come quelli di Cogne o Perugia i giornalisti sono tanti da non riuscire ad entrare fisicamente nelle aule: il segno della distorsione del sistema dell’informazione di questo paese, che si manifesta anche nella geografia della proprietà dei mezzi di informazione.
E’ Moni Ovadia a riscuotere il largo assenso della platea quando attacca e denuncia la strumentalità e la rozzezza del razzismo, vera arma di distrazione di massa nelle mani di politici reazionari. Ovadia rievoca la celebre frase di Goering: per convincere un buon contadino tedesco ad imbracciare il fucile occorre convincerlo che un pericoloso nemico minaccia i confini. Allo stesso modo per paralizzare la volontà di opposizione e la capacità critica non c’è dispositivo politico più efficace del razzismo. Se non fosse peraltro che il razzismo ha colpito pesantemente, e a lungo, anche gli italiani, e non solo quelli del sud. Ai tempi della massiccia emigrazione italiana negli USA, nota Ovadia, anche Bossi e Borghezio sarebbero passati per esponenti di una razza non bianca, prossima a quella nera, e quindi potenzialmente pericolosa. Ovadia conclude ricordando le parole del pastore luterano Dietrich Bonhoffer, con le quali si ammoniva che quello che viene riservato agli altri e sembra non riguardare noi un giorno potrebbe toccarci da vicino.
Chiude Claudio Fava. E’ un intervento appassionato il suo, che rievoca la battaglia di Peppino Impastato, che già giovanissimo sfidò la mafia di Cinisi, lui, che pure era figlio di un mafioso. Come sfidarono il potere dei Greco, la potente famiglia mafiosa di Palermo, i giovanissimi studenti del liceo di Ciaculli che li invitarono a viso aperto a lasciare il loro feudo. Il senso è che solo una forte resistenza civile e democratica, solo l’impegno senza ombre di chi governa e di chi fa politica incide sulla lotta alla criminalità. Ombre che invece si allungano su un governo che conta tra le sue file il sottosegretario all’economia Cosentino, indicato da collaboratori di giustizia in stretti rapporti con il clan dei casalesi.
La manifestazione si conclude con l’ incontro tra una delegazione di Sd, tra cui lo stesso Fava, Gloria Buffo e Arturo Scotto, e gli immigrati del centro di accoglienza di Castelvolturno e con un intervento di Jean René Bilongo, che è componente del consiglio nazionale di Sd e a Castelvolturno vive. Bilongo, sull’onda delle grandi manifestazioni dell’11 e del 25 ottobre e della straripante vittoria di Barack Obama alle presidenziali americane, auspica l’inizio di una fase politica nuova anche nel nostro paese.
Una giornata importante, insomma, che apre alla speranza e al riscatto anche in una terra senza luce come è stata finora Castelvolturno e il litorale domizio. Una giornata che rafforza la convinzione che la lotta alla criminalità organizzata resta un elemento centrale e qualificante anche nel percorso che porta alla costruzione di una soggettività della sinistra unita e rinnovata .
*Sd Napoli
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